Anche l'Isola d'Elba ha indossato la #magliettarossa

ANPI ha accolto l'appello di Don Ciotti in segno di solidarietà ai migranti

Cronaca

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Il grido d’allarme per fermare “l’emorragia di umanità” si è alzato anche dall’Isola d’Elba. L’Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, che da poco si è ricostituita sul territorio, ha accolto l’appello lanciato da Libera di Don Ciotti, #magliettarossa. E Don Ciotti aveva chiesto proprio di indossare, ieri, quella maglietta rossa che viene fatta indossare soprattutto ai bimbi sui barconi per rendere più facile il loro avvistamento da parte della Guardia Costiera e delle Ong e aumentare così la possibilità di salvataggio. Un segnale forte per dire no alle morti nel Mediterraneo e abbattere quel muro di indifferenza nei confronti dei migranti.

Ieri, mentre sui social e in tv si documentavano le tantissime adesioni a #magliettarossa, all’Elba, in piazza della Repubblica a Portoferraio, l’ANPI ha riunito diverse persone per unirsi all’appello lanciato da Don Ciotti. “Diciamo che è stato un flash mob, durante un po’ di più - ci racconta il professor Marco Ambra, consigliere del direttivo di ANPI Isola d’Elba - Abbiamo indossato le magliette rosse come voleva l’appello di Don Luigi Ciotti per dire che siamo a favore di una politica nei confronti dell’accoglienza.

Professor Ambra, avete anche aperto un dibattito ieri?
Sì, diciamo che abbiamo avuto modo di avvicinare delle persone ad una tematica dibattuta. Noi confidiamo in un’idea di migrazione non come minaccia ma come opportunità per arricchire la propria umanità.

Dunque, anche l’Elba si è unita all’iniziativa di Don Ciotti…
Sì, esatto. Qui sull’isola non c’è Libera. Ci siamo noi, da poco. E abbiamo deciso di fare da portabandiera rispetto a questo tema. Anche perchè, nessuna forza politica avrebbe accolto l’appello. Noi lo facciamo per difendere i valori costituzionali. Avere un atteggiamento aperto significa portare avanti la solidarietà e la libertà. Senza solidarietà non è possibile realizzare pienamente il proprio diritto di essere umano.

A livello nazionale, chi ha aderito all’iniziativa lo ha fatto anche per chiedere l’apertura dei porti. E’ anche quello che volete voi?
Ovviamente ci uniamo a questo appello. Ma più che altro è una questione di buon senso. Non si possono tracciare dei confini nei mari. La legge non scritta del mare è la sacralità dell’ospitalità. L’ospite è sacro e deve essere accolto. I testi cardine della nostra tradizione culturale raccontano e sono tenuti insieme dal filo conduttore dell’accoglienza. L’idea di chiudere i porti non è una soluzione ad un fenomeno umano. E’ inefficace e completamente estranea alla tradizione dei popoli mediterranei.

Professor Ambra, come ANPI vi siete costituiti da poco all’Elba. Quali progetti avete in mente per il futuro?
L’idea è quella si lanciare, a settembre, iniziative da programmare per l’anno come presentazioni di libri legati ai temi della memoria, della resistenza, della liberazione. Puntiamo molto sul piano educativo, pedagogico, con le scuole. Le do una notizia.

Cioè?
Il Foresi è stato selezionato per partecipare al progetto della Regione Toscana “Il Treno della Memoria. Dunque, alcuni studenti delle quarte avranno l’opportunità di andare in visita guidata ad Auschwitz nel gennaio del 2019. Per cui, come ANPI, mi auguro di poter organizzare dei corsi di preparazione e collaborare così con la scuola per fare un lavoro di recupero della memoria degli anni dell’occupazione tedesca utilizzando anche strumenti nuovi come i social. 

Irma Annaloro

Indietro domenica 8 luglio 2018 @ 10:32 © Riproduzione riservata

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