Turbativa d'asta, in carcere ex assessore portoferraiese

Il giudice Bufo tra i sette arrestati nell'inchiesta della procura di Genova

L'operazione

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Il giudice Roberto Bufo

Sette persone sono state arrestate martedì mattina dai carabinieri su disposizione delle procure di Genova e Massa nell’ambito di un’inchiesta per presunta turbativa d’asta, associazione a delinquere e falso. Tra gli arresti, 4 sono stati eseguiti a Pisa, uno in provincia di Roma e 2 a Massa. Nel corso dell'operazione sono state eseguite numerose perquisizioni domiciliari.

Fra le persone finite in carcere c'è il giudice del tribunale di Pisa Roberto Bufo, 56 anni, residente a Carrara, che nel 2015 era stato anche assessore esterno del Comune di Portoferraio. Una parentesi breve quella di Bufo all’Isola d’Elba che iniziò nell’ottobre del 2014 con l’assegnazione da parte del sindaco Mario Ferrari delle deleghe per la sicurezza dei cittadini e la cura dei rapporti con enti e istituzioni. Incarico che fu poi revocato dal primo cittadino nel giugno del 2015, dopo i pareri della Prefettura di Livorno e del Ministero dell’Interno, perché il capoluogo elbano non poteva avere più di cinque assessori in giunta.

L’indagine ha portato invece ai domiciliari l'ex consigliere regionale di An Virgilio Luvisotti, 84 anni, pisano, a suo tempo direttore dell'istituto di vendite giudiziarie di Pisa. In carcere anche un commercialista carrarino, Roberto Ferrandi, 65 anni, incaricato dal tribunale di Massa di provvedere alle vendite giudiziarie nell'ambito delle esecuzioni civili, la figlia trentenne di Ferrandi, Francesca, avvocato, curatrice delle eredità giacenti e tutrice per le amministrazioni di sostegno su nomina del tribunale di Pisa, e Oberto Cecchetti, 72 anni, giudice di pace in quiescenza, avvocato e anche lui curatore per le eredità giacenti sempre con nomina del tribunale di Pisa. Ai domiciliari anche Giovanni Avino, pisano, 36 anni, collaboratore di Luvisotti nell'Istituto di vendite giudiziarie, e Luca Paglianti, 53 anni, pontederese, dipendente della Provincia di Pisa e consulente tecnico d'ufficio del tribunale di Pisa. Stando alla ricostruzione degli inquirenti, il giudice Bufo, Roberto e Francesca Ferrandi, Cecchetti e Paglianti sono accusati di aver messo in atto condotte illecite al fine di appropriarsi “di somme di denaro destinate allo Stato e giacenti all'interno di assi ereditari e amministrazioni di sostegno non riscosse dagli eredi o da enti pubblici”. Luvisotti e Avino sono invece accusati di aver ceduto al giudice Bufo una Mercedes usata affinché affidasse a loro incarichi di custodia e vendita di uno yacht del valore a base d'asta di quattro milioni di euro nonché 300mila euro di provvigioni all'istituto di vendite giudiziarie per indennità di sosta dell'imbarcazione.

 

Indietro mercoledì 10 gennaio 2018 @ 11:23 © Riproduzione riservata

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