Resoconto terzo incontro per prevenzione fumo passivo

Organizzato dalla commissione sanità della Fondazione Isola d'Elba Onlus

Porto Azzurro - le foto

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Maria Luisa Chiappa coordinatrice

Terzo incontro con la Cittadinanza nella deliziosa cornice del Teatrino delle Suore a Porto Azzurro sul tema di prevenzione del fumo passivo “Se fumi tu, fuma anche il tuo bambino”. Un appuntamento che ha registrato come sempre affluenza di pubblico. Sono emerse tante tematiche interessanti e alcune novità per quanto riguarda la scuola. Dopo il saluto di benvenuto del Consigliere Comunale del Comune di Porto Azzurro, Fabrizio Grazioso, che ha curato con sollecitudine l’evento, Mario Balatresi porta i saluti della Fondazione onlus Isola d’Elba e presenta il progetto “Se fumi tu, fuma anche il tuo bambino” elaborato dalla Commissione Sanità della Fondazione onlus Isola d’Elba con il patrocinio dell’ASL Nordovest.

I temi trattati: aspetti clinici del fumo passivo, aspetti psicologici, aspetti comunicativi-educativi.

Si entra nel vivo della presentazione con i due giovanissimi “messaggeri”: Rachele Gualco e Matteo Bussi che, dopo la lettura della lettera rivolta ai genitori per chiedere gentilmente di non fumare, iniziano a suonare. Rachele alla chitarra suona due brani classici: “Rituale Incas” di Nicola Paradiso ed “Estudios sensilos n.6” di Leo Brouwer. Rachele incanta la platea con la dolcezza e l’intensità dell’interpretazione.
Matteo Bussi al pianoforte, segue dal 2016 questi eventi, ha presentato di Haydn la “Sonata in Do maggiore opera 16 N.50, primo movimento. Una sonata di altissimo virtuosismo, interpretata da Matteo in modo sublime trascinando la platea nel vortice delle note dell’”allegro”.

Aspetti clinici del fumo passivo.
Il ginecologo Fabrizio Rosi e l’ostetrica Silvia Manzi hanno presentato i dati relativi ai rischi dell’esposizione al fumo passivo in gravidanza. Tra questi: il parto prematuro (1 bambino su 7 di madre fumatrice nasce prematuro; il 15% delle nascite premature sono riconducibili al fumo in gravidanza), il basso peso alla nascita, malformazioni congenite, morte endouterina, problemi di comportamento in età successiva, problemi renali fetali. Tutte le donne in età fertile devono essere incoraggiate a smettere di fumare. I colloqui motivazionali sono più efficaci nell’indurre a smettere di fumare. La buona notizia – hanno comunicato gli organizzatori dell’incontro - è che poche ore dopo lo stop del fumo il “corpo materno si riorganizza”.
La raccomandazione per il partner è quella di non fumare: rischio di impotenza, riduzione del numero degli spermatozoi, possibile danno genetico degli spermatozoi.
Duilio Biani, pediatra, con la sua brillante esposizione si concentra su tre punti:
(1) il fumo, inalato in gravidanza, altera l’espressività del DNA fetale; può causare un danno genetico subito e anche a distanza di anni favorendo insorgenza di tumori. (2) Il fumo passivo di seconda mano (inalato da chi è vicino ad un fumatore) e di terza mano (residui tossici di fumo su abiti, tessuti, superfici rilasciati nell’ambiente anche a sigaretta spenta!) è causa di molti problemi nel bambino: il lattante ha un maggior rischio di SIDS (morte in culla), in età successive asma, problemi respiratori, cardiovascolari. (3): i ragazzi iniziano a fumare precocemente: circa il 15% di coloro che hanno 15 anni; 12% di coloro che hanno 13 anni; 1% ha 11 anni. Sono dati preoccupanti!
Marialuisa Chiappa, coordinatrice della Commissione Sanità della Fondazione, ha posto l’accento sul fatto che i problemi di salute del bambino di oggi potranno diventare i problemi di salute dell’adulto di domani. Il bambino che inala fumo passivo ha più facilmente asma; c’è una correlazione con lo sviluppo in età adulta di broncopneumopatia ostruttiva (BPCO); così pure maggior rischio di sviluppo in età adulta di patologia cardiovascolare. Per questo motivo, oltre al coinvolgimento del punto nascita, pediatri, medici di base, farmacisti, informazione alla popolazione, ci sarà a breve un interessamento della scuola primaria.


Aspetti psicologici.
Giuseppe Bernardi, psichiatra, ha formato i facilitatori che attualmente si occupano dei gruppi di mutuo aiuto anti fumo che hanno lo scopo di supportare coloro che vogliono smettere di fumare e non ce la fanno da soli; questi gruppi sono complementari e collaborativi con le istituzioni. “Quando 1% è “consapevole” rispetto ad un problema, innesca un meccanismo di cambiamento nella società” dice Bernardi.
Cosetta Pellegrini, in sostituzione di Giancarlo Gasparini, responsabile del SERT, assente per convegno, ha accennato al problema della dipendenza, situazione cronica in cui si creano degli automatismi. Non c’è pensiero, c’è solo un’azione automatica. “Tenete acceso il cervello” è il messaggio che viene ribadito in queste situazioni di dipendenza. Pertanto, ben vengano iniziative come questa di prevenzione del fumo passivo da parte della Fondazione in collaborazione con le istituzioni.
Matteo Balatresi, facilitatore, è quasi al termine del secondo corso di gruppo di mutuo aiuto antifumo.
Il corso è gratuito. Puntando sul fatto che “non fumare è una scelta d’amore” si ottiene una buona risposta da parte dei partecipanti. “In particolare, riferisce Matteo, il gruppo attuale è molto motivato a smettere di fumare; il clima che si respira nel gruppo è molto positivo”.

La parola alla scuola: aspetti comunicativi-educativi
La Preside Maria Grazia Battaglini comunica che il progetto presentato dalla commissione Sanità nel settembre 2017 rivolto alla scuola primaria è stato approvato a Portoferraio, a Porto Azzurro e a Campo. La Preside accenna alle problematiche del disagio giovanile tra i 14 e 17 anni. “Fare attività sportiva, avere interessi diminuisce la sensazione di disagio” riferisce Battaglini. Iniziare la prevenzione del fumo passivo nella scuola primaria è un primo passo importante. Lancia una proposta: se nelle scuole secondarie si potesse formare un gruppo di ragazzi “consapevoli” nei confronti dei danni da fumo passivo, forse potrebbe passare meglio il messaggio agli altri compagni.
Elisa Casini, psicologa e Monica Zoccoli, pedagogista ed insegnante, presentano il progetto per la scuola primaria. Fase 1: Studiare cosa pensano i bambini del fumo attraverso un questionario da distribuire in tutte le scuole dell’Elba, alle classi quinte della primaria. In questo modo si fotografa la situazione di tutta l’Isola. Fase 2: corso agli insegnanti; attività interdisciplinare a piccoli gruppi, il lavoro prodotto potrebbe diventare un volantino nella scuola.

Si ringrazia l’Amministrazione del Comune di Porto Azzurro e tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione dell’evento.

Commissione Sanità della Fondazione onlus Isola d’Elba

 

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Indietro giovedì 30 novembre 2017 @ 09:06 © Riproduzione riservata

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