Il consiglio approva nuova costruzione per la vendita ed è polemica

di Barbara Noferi

San Vincenzo

Condividi
Faldoni e pratiche


Il 6 novembre scorso è stata approvata durante il Consiglio comunale, la riduzione della zona di rispetto vincolo cimiteriale per consentire prossimamente, la realizzazione di una nuova struttura di vendita. La costruzione dovrebbe estendersi per circa duemila metri quadri, interessando l’area vicina alla rotatoria di accesso al sottopasso sulla via Aurelia Nord.
Le polemiche nate in questi giorni riguarderebbero la volontà di compiere nuove costruzioni limitando così sempre di più le aree verdi e di territorio, mentre ci sono in città fondi sfitti e almeno tre supermercati che hanno chiuso le loro porte. Inoltre la viabilità sarebbe ancora più congestionata e difficoltosa, senza considerare poi che risulterebbero presenti altre zone da riqualificare, come quella dell’Acquaviva.

Sulla questione interviene l’assessore all’urbanistica Massimo Roventini: “E’ un falso problema: forse non si sa che la dimensione di una media distribuzione di vendita, come quella che è prevista nell’area in questione, non ha numeri così elevati da creare problemi alla viabilità. Non si parla, infatti, di centri commerciali di dimensioni elevate come, ad esempio, Ikea o similari. Il traffico nella zona nord del paese si decongestiona se si riesce a non far transitare dal centro abitato chi si dirige verso il porto di Piombino per raggiungere l’isola d’Elba.
È falso, inoltre, affermare che la realizzazione di questa struttura commerciale debba essere considerata come consumo di suolo. L’area interessata, infatti, si trova all’interno del territorio urbanizzato ed è un’area di completamento.
Inoltre, i comparti commerciali non vengono mai considerati come usurpatori di verde. Quando c’è un consumo di suolo ci si riferisce a lottizzazioni residenziali realizzate al di fuori dei territori urbanizzati. Non è quindi questo il caso.
Per quanto riguarda, invece, la riqualificazione della zona dell’Acquaviva l’Amministrazione Comunale sta procedendo alla stesura della nuova scheda urbanistica dell’area dell’ex conservificio all’interno della quale non sarà comunque prevista una struttura commerciale di medie dimensioni bensì altre tipologie di servizi ammissibili. Non ci saranno, dunque, sovrapposizioni di strutture simili nella stessa zona poiché la previsione commerciale dell’ex conservificio verrà stralciata contestualmente all’adozione della variante che porterà alla realizzazione della nuova struttura commerciale. Il nostro territorio non può certo permettersi in un momento come questo di perdere un investimento di oltre 4 milioni di euro con la conseguente creazione di 15- 20 posti di lavoro. Le chiusure di altre strutture commerciali alle quali si fa riferimento non sono dipese dalla mancanza di utenza sul territorio bensì da altre problematiche che esulano da motivazioni di natura commerciale.”

 

 

 


Primo passo questo rispetto alla nascita di una struttura di circa 2mila metri quadrati tra la Vecchia Aurelia e via della Valle frutto di un possibile investimento da parte di un gruppo italiano della grande distribuzione del calibro di 4 milioni di euro e 15-20 nuovi posti di lavoro.
Sull’iter non sono mancate visioni contrarie come quella di Assemblea Sanvincenzina che nello spostamento della zona di rispetto cimiteriale legge, oltre alla “ributtante mancanza di sensibilità”, la volontà dell’Amministrazione di “ricoprire di cemento ogni centimetro quadro di territorio”.
“Non bastano i fondi sfitti che si moltiplicano o la chiusura di tre supermercati nel giro di poco tempo, se c'è da coprire zone verdi si trova il modo di farlo. – ha aggiunto - Un atto di cui nessun cittadino di San Vincenzo sentiva la necessità e su cui, pare, Bandini e Giunta lavorano già dal 2016. Siamo di fronte ad interventi che vengono pianificati solo se c'è un interesse privato”.
Sul caso è intervenuto anche l’assessore all’Urbanistica Massimiliano Roventini. “Sbagliato fare riferimento alla chiusura di altre strutture commerciali che sono dovute non alla mancanza di utenza ma a problematiche di altra natura, che esulano da ragioni commerciali”, ha esordito l’assessore. “È falso, inoltre, affermare che la realizzazione di questa struttura commerciale debba essere considerata come consumo di suolo. L’area interessata, infatti, si trova all’interno del territorio urbanizzato ed è un’area di completamento. Inoltre, i comparti commerciali non vengono mai considerati come usurpatori di verde. Quando c’è un consumo di suolo ci si riferisce a lottizzazioni residenziali realizzate al di fuori dei territori urbanizzati. Non è quindi questo il caso”.
Come ritiene Assemblea Sanvincenzina sarebbe stato meglio riqualificare la zona? Su questo l’Amministrazione comunale starebbe valutando la stesura di una nuova scheda urbanistica dell’area dell’ex conservificio all’interno del quale non sarà prevista nessuna struttura commerciale, ma di altre tipologie ammissibili.
 

Indietro domenica 12 novembre 2017 @ 12:33 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus