Dissalatore, La risposta del comitato per il No all'AIT

Sapere: "Decisionismo emergenziale, perché non fidarsi dei nostri geologi?"

L'intervento

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La zona del piano di Mola

RISPOSTA ALL’ AUTORITA’ IDRICA TOSCANA
Con dispiacere apprendiamo che, nonostante le proteste che si levano da più parti, il dissalatore (eco-mostro 2.0, il primo è il gassificatore del Buraccio) si farà. Si viene a conoscenza attraverso testate locali, che si sta ancora decidendo, se fare un secondo dissalatore gemello del primo o un’altra condotta, questa volta su Cavo, perché guardando una cartina geografica, qualcuno ha capito che la tratta è più breve! Questo ci fa capire in che mani siamo e con quale lungimiranza vengono programmati interventi di questa portata. Decisionismo emergenziale…
Prendiamo atto della vostra buona fede nell’ideazione e progettazione di questo primo impianto, ma secondo noi è sbagliata l’ idea di fondo: all’Elba l’acqua ce l’abbiamo, e tantissima, ma perché non vi fidate di quello che affermano i geologi del territorio? Perchè non dare loro credito?
Siete in grado di dimostrare che quanto affermano i geologi non corrisponda a verità? Su che basi affermate che nel sottosuolo dell’Elba non c’è acqua a sufficienza? Ci risulta che non sia stato fatto un serio bilancio idrico all’isola.
Alcuni geologi affermano che l’isola è potenzialmente autosufficiente. Sarebbe opportuno e assai vantaggioso economicamente, intervenire con ulteriori ricerche, per la realizzazione di nuovi pozzi, con una severa normativa sugli emungimenti privati, con la raccolta del ruscellamento, con la manutenzione e sostituzione della rete di distribuzione idrica, con modifiche ai Regolamenti Urbanistici per obbligare, almeno per le nuove costruzioni, a creare un sistema di recupero delle acque meteoriche, con campagne educative verso i residenti e gli ospiti per l’utilizzo consapevole di una risorsa limitata (anche se rinnovabile).
Comprendiamo che gli ingegneri abbiano un approccio sul problema idrico diverso dai geologi, per i primi è più naturale l’idea di “fabbricare” l’acqua, estraendola dal mare, piuttosto che cercarla ed estrarla dal sottosuolo.
Affermate con sicurezza che risolverete definitivamente il problema idrico dell’Elba, ma non è vero; la vita media di un dissalatore è 20/25 anni. Sicuramente non noi, ma i nostri figli si ritroveranno a ridiscutere su questo stesso problema, con in più un mare irreversibilmente inquinato dagli scarichi del concentrato salino e dalle sostanze chimiche usate per il lavaggio delle membrane, che per tutti questi anni avrete scaricato in un golfo chiuso come è il Golfo Stella.
Si, ci avete detto che le sostanze chimiche non saranno scaricate in mare, ma nella pubblica fognatura… peccato che anche questa scarica in mare (senza alcun pre-trattamento).
L’emergenza idrica dei 30/40 gg l’anno, non potrà essere risolta né con uno, né con due dissalatori, perché gli impianti produrrebbero tutti i giorni h24, una quantità costante di acqua. Con una produzione costante, senza un grosso serbatoio o tanti piccoli, non si riesce a coprire il picco di agosto.
Vorrei girarvi alcune delle domande che si pongono le centinaia di persone, che hanno firmato contro la realizzazione del dissalatore:
“Ma è possibile che persone che non conoscono la natura dell’isola, (se la conoscessero sfrutterebbero l’acqua del nostro sottosuolo), possano passare sopra le nostre teste ed imporci un impianto industriale in una zona come Mola e possano distruggere una spiaggia bella come Lido?”
Ma è possibile che persone, pagate (molto bene) da noi con i soldi delle nostre bollette, non debbano tener conto di quello che pensiamo e di quello che vogliamo?
Ma perché prima di costruire il dissalatore non cambiano le tubazioni? Immettere l’acqua, che costerà di più, in un colabrodo, è un controsenso! Questo concetto lo aveva espresso anche Enrico Rossi, in una lettera del giugno scorso ai gestori toscani, anche ad ASA; peccato che ora se ne sia dimenticato! Politici con memoria corta.
Per una soluzione definitiva che assicuri autonomia idrica all’Elba è necessario lavorare su diversi altri aspetti, prioritari rispetto ai dissalatori:
Azzeramento delle perdite. Potenziamento dei serbatoi di accumulo. Un serio bilancio idrico. Studio che avrebbe dovuto fare da tempo ASA, e che risulta non aver ancora fatto, dopo 15 anni di gestione.
Però ci fa piacere sapere che sareste disponibili a recepire alcuni nostri suggerimenti, avevamo avuto l’impressione, che durante il primo incontro, le nostre idee fossero state liquidate con un compassionevole sorrisino di sufficienza.
Il comitato del NO ai dissalatori – Italo Sapere
 

Indietro domenica 12 novembre 2017 @ 12:21 © Riproduzione riservata

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