Referendum a Rio, il comune unico il futuro

di Gabriele Orsini

L'intervento

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Gabriele Orsini

Col dibattito che si è scatenato dopo la vittoria del referendum a Rio , prima per rimarcare gli errori del referendum per il Comune Unico poi anche per guardare al futuro , mi son sentito , in qualità di principale bersaglio di detti attacchi , come le carovane dei pionieri in marcia verso il West che si dispongono in cerchio per difendersi dai continui assalti degli indiani delle varie tribù , in attesa dell’arrivo dei vari generali Custer in persona di Cheti Soldani , di Yuri Tiberto , di Alberto Giannoni e degli ultrà riesi Pino Coluccia Rossano Mancusi e Dante Leonardi . Che non è arrivato ma se non altro sul finale ha mandato un messaggio per una tregua armata in attesa di rimettere le armi e impiegare le risorse rimaste per avviare un discorso sul futuro che , con tutti i vecchi volontari del Comitato accorsi in mio aiuto , accettiamo volentieri .
Ebbene allora ipotizziamo il futuro ma partendo dal presente che ancora prevede con normative in vigore e altre come proposte di legge anche le cosiddette “ fusioni a freddo “ oltre alle famose ed inattuate gestioni associate di almeno 10 servizi essenziali per comuni sotto 3 000 che il nostro Andrea Ciummei ci dice concordate con la Prefettura come inattuabili all’Elba per mancanza di risorse e di personale e , io aggiungo , anche per mancanze di prefettizi da commissariare per darne esecuzione .
Ma il GAT funziona a detta di tutti i comuni elbani coinvolti , a parte l’avvio tempestoso per tariffe , ripartizioni e destinazioni dei proventi e comporta un buon gettito che solleva le esauste finanze di quasi tutti i comuni elbani in settori importanti della loro attività : e allora perché non fondersi per ottenere i lauti finanziamenti regionali e statali previsti e cominciare a considerare anche i relativi risparmi conseguenti in spese di personale , di servizi , di indennità agli amministratori , di miglioramento di servizi come ad esempio quello tributario che ,da una parte, porterebbe alla riduzione di tasse e dall’altra , a maggiori introiti per l’aumentata efficienza .
Si dice che non si possono sommare mele con pere perché l’Elba è divisa “ in partes tres “ come diceva Cesare della Gallia che però unificò fino a farla diventare una grande potenza che con l’Asterix dei nostri fumetti insidiò la potenza di Roma e come del resto fece Napoleone che nel poco tempo del suo impero isolano riunificò tutte le mairies elbane in una sola a Portoferraio .
Mi si dirà che erano dittatori e che non erano certo esempi di democrazia ma noi abbiamo gli strumenti di democrazia per esercitare queste ipotesi di soluzioni e l’esempio tipico è quello di Rio anche se qualche nostalgico si appella ancora alla Regione perché questa prova di democrazia non la ratifichi .
E allora vengano pure le tre piccole patrie , una del versante occidentale , una del versante orientale , già avviata e una al centro , già accennate da Ciummei e Bulgaresi (anche se non si sa ancora dove collocare Porto Azzurro e Capoliveri ) ma si avviino i processi perché come ricordavo prima , c’è sì ora la legge per i piccoli comuni che comunque non contrasta con quella per le fusioni , anzi le potenzia , perché per esempio Rio Elba e Rio Marina insieme non superano i 3 000 abitanti , c’è sì la tregua all’Elba per le gestioni associate dei 10 servizi essenziali , ma ci sono anche in itinere , sempre nell’ambito della “spending rewue le cosiddette “fusioni a freddo “ che come il divieto di fumo nei locali pubblici ,l’obbligo della cintura di sicurezza in macchina e recentemente l’obbligo dei vaccini o dell’assistenza ai minori all’uscita delle scuole , potrebbero prescindere dal voto dei cittadini e dai referendum .
Gabriele Orsini
 

Indietro sabato 4 novembre 2017 @ 14:48 © Riproduzione riservata

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