"Una dichiarazione di guerra che costa 300mila euro"

di Paola Re *

La denuncia

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Gentili signore e signori,
ho letto la DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO DIRETTIVO DELL'ENTE PARCO NAZIONALE DELL'ARCIPELAGO TOSCANO N. 26 del 30/05/2016 “Linee di indirizzo per la gestione del muflone all'Elba”. “(…) considerato che nel Parco Nazionale Arcipelago Toscano all’Isola d’Elba è presente una popolazione naturalizzata di muflone (Ovis aries) originata da individui introdotti negli anni 70’ nel territorio comunale di Marciana; rilevato pertanto che la popolazione dell’ungulato è alloctona al sistema naturale dell’Isola; atteso che dal 1999 sono stati effettuati studi sui parametri demografici della popolazione, proseguiti successivamente con indagini sull’impatto alla vegetazione naturale e con monitoraggi annuali della consistenza minima; valutato che dette indagini hanno evidenziato come il muflone eserciti una pressione di pascolo eccessiva sia sulle giovani piante di leccio che su altre essenze della vegetazione forestale e di macchia; considerato che l’ungulato interferisce e provoca evidenti danneggiamenti al sistema agricolo, alle pertinenze delle strutture residenziali e alla circolazione stradale, con forti ripercussioni in ambito socio-economico; tenuto conto delle numerose istanze di intervento e di indennizzo pervenute all’Ente, oltre a numerose iniziative popolari quali petizioni, richieste dirette da parte delle Associazioni di Agricoltori, Associazioni di albergatori, della Prefettura e dai Comuni; (…)”.
Sembra di leggere una dichiarazione di guerra a questi disgraziati animali e così di delibera “di dare atto che la specie muflone (Ovis aris) introdotta all’Isola d’Elba e pertanto specie alloctona rappresenta un elemento di minaccia per il sistema naturale e antropico dell’isola medesima; (...) proseguiranno le azioni già approntate finalizzate alla drastica riduzione della specie nell’area protetta all’Isola d’Elba, fino all’eventuale eradicazione qualora possibile;”
Ma ecco che fa capolino il buon cuore del Parco: “i metodi utilizzati devono essere efficaci (…) provvedendo a che agli animali siano risparmiati dolore, angoscia o sofferenza evitabili;” Insomma… uccidiamoli con dolcezza…

Questo piano di sterminio, oltre a essere un danno per gli animali, è una beffa per gli esseri umani perché la decisione è stata presa senza interpellare la cittadinanza dell’Elba e le associazioni ambientaliste e animaliste. Ma la beffa non finisce qui: l'eradicazione totale dei mufloni viene giustificata dal fatto che questi animali recano ingenti danni alla agricoltura locale. Quali danni? Sono pubblicati dati specifici? A proposito di dati, ce n'è uno che rivela il motivo vero di questo massacro: il costo di questo intervento è € 314184,47. Il Parco vuole eliminare i mufloni spendendo una consistente cifra di soldi pubblici. Per "tutelare" l'agricoltura? E dire che l’Elba vive più di turismo che di agricoltura. Si provi a dire ai turisti, attratti da questi meravigliosi animali, che non li vedranno più perché saranno sterminati e si prenda in considerazione un boicottaggio turistico dell’isola. Nessun turismo nell’isola del sadismo.
Questo piano ricorda il piano di eradicazione della lepre europea da Pianosa, isola che fa parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano che sterminò tante disgraziate lepri e, quasi a fine abbattimento, si scoprì col test del D.N.A. che quella non era la lepre comune europea ma la lepre originaria antica di Pianosa. Che dire? Qualcuno ci avrà guadagnato sicuramente. Sulla sofferenza altrui qualcuno ci guadagna sempre.
Il piano ricorda pure il progetto “LIFE+ U-Savereds” per la conservazione dello scoiattolo rosso in Umbria e la tutela della biodiversità in Appennino promosso da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e Ricerca Ambientale) con il coinvolgimento di Agenzia Parchi Regione Lazio, Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, Istituto Oikos e Legambiente. http://www.isprambiente.gov.it/it/progetti/biodiversita-1/life-u-savereds
Lo scopo di questi progetti sarebbe la difesa della biodiversità, sbandierata come valore positivo che però spesso non è altro che specismo vestito con l’abito da sera.
In Italia, si insegna fin dalla scuola d’infanzia a convivere con individui “alloctoni” di altre etnie, di altre religioni, diversi da noi, “autoctoni”. Spesso questi individui sono etichettati come criminali solo per il fatto che un alto numero di crimini è commesso proprio da persone di origine straniera, arrivate in Italia a turbare la nostra presunta quiete sociale. Se deve essere giustamente combattuta questa idea razzista e xenofoba, bisogna farlo in maniera altrettanto forte con l’idea specista che si vuole imporre al mondo animale. L’uccisione di animali non è mai una soluzione, salvo, forse, in caso di eutanasia, con animali malati per impedire loro una sofferenza atroce.
Ciò che si vuole mettere in atto è un massacro di massa in un luogo meraviglioso. L’eredità dei campi di sterminio pesa sull’isola d’Elba come un macigno.
Cordiali saluti.

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Paola Re
* Consigliera L.I.D.A. Firenze Onlus - www.lidafirenze.it
Lega Italiana dei Diritti dell'Animale
Iscritta al Registro Regionale Associazioni Volontariato con Atto Dirigenziale n. 2672 del 12/08/10 al n. 768

 

Indietro venerdì 12 maggio 2017 @ 00:55 © Riproduzione riservata

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