In tre picchiarono a sangue per rapina Ugo Geri

Estradato dall'Ucraina il basista dell'aggressione. Gli altri scontano la pena

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Gli arrestati e gli spostamenti del latitante

E’ stata estradato in Italia e il 29 marzo sarà chiamato all’interrogatorio di garanzia anche l’ultimo membro della banda che il 28 novembre 2012 entrò nell’abitazione di Ugo Geri a Pareti, nel comune di Capoliveri, e lo derubò picchiandolo selvaggiamente con una violenza inaudita, tanto da lasciarlo esanime sul pavimento. Si tratta del basista, Alexei Procopenco, moldavo, domiciliato a Capoliveri, dove lavorava come muratore, mentre la moglie faceva le pulizie a casa del Geri. La vicenda ha inizio nel tardo pomeriggio del 28 novembre 2012. 

Geri ebbe una prognosi di 30 giorni con complicazioni conseguenti alle violente percosse, e i tre moldavi ( all’inizio spacciatisi per rumeni con documenti falsi) furono arrestati nella nottata, prima che si imbarcassero per raggiungere Piombino. Dopo tre gradi di giudizio Sergiu Gudima, Vlad Petrescu e Ruslan Cogiug (tra i 35 e i 38 anni) accusati di rapina aggravata , detenzione e porto d’armi clandestino, lesioni aggravate e ricettazione in concorso e continuate, sono stati condannati a 6 anni di reclusione e 1333 euro di multa. Nell’Alfa 156 rossa pronta ad imbarcarsi sulla prima nave del mattino da Portoferraio furono trovate una pistola calibro 9 (Makarov) con un caricatore con 7 colpi , un silenziatore artigianale fatto molto bene , una pistola a salve calibro 8 con un caricatore con sei colpi e altri 47 di scorta, 460 euro in contanti e 27 orologi da collezione ( tra cui tre Rolex e il Tissot che Geri aveva al polso al momento dell’aggressione). Una traccia biologica trovata in casa di Geri è stata determinante per risalire all’identità di uno degli aggressori e per inchiodarli poi tutti e tre. Dopo che furono accertati i collegamenti dei tre con Procopenco gli inquirenti si misero sulle sue tacce ma il moldavo aveva abbandonato l’isola insieme alla moglie ed era fuggito all’estero. Con l’aiuto dell’Interpol fu rintracciato e arrestato una prima volta a Minsk, in Bielorussa il 24 giugno 2014 e scarcerato il 25 dicembre due giorni dopo la scadenza dei termini per l’arrivo della documentazione che avrebbe permesso la sua estradizione. Tornato latitante è stato di nuovo arrestato il 18 giugno 2016 ad Odessa, in Ucraina.
Procopenco il 23 marzo è atterrato all’aeroporto di Fiumicino e tradotto nel carcere di Rebibbia, Arriverà nelle prossime ore alle Sughere di Livorno e il 29 marzo sarà sottoposto a interrogatorio di garanzia all’interno del dibattimento a suo carico in contumacia.

Nella galleria fotografica, nell'ordine: la tabella riassuntiva dell'operazione, Ugo Geri dopo l'aggressione , le foto segnaletiche dei rapinatori e il luogo della rapina.

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Indietro lunedì 27 marzo 2017 @ 16:38 © Riproduzione riservata

Video allegato: Estradato dall'Ucraina il basista dell'aggressione di Pareti

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