"Falso allarme? Sarà, ma in 40 anni mai vista una devastazione così"

La Ninfa del corbezzolo? E’ bellissima, ma di cosa si potrà cibare? Aiutiamola

La risposta e le foto

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Rispondo all’entomologo sig. Forbicioni.

Vede sig. Forbicioni, come da lei già anticipato abbiamo visioni molto distanti, o forse è lei a non conoscere bene l’entità del problema, forse troppo preso dai suoi studi e conferenze, non so.

Io però nella macchia ci vivo da sempre e mi do un gran daffare ogni giorno a salvaguardare il mio podere.

I nostri vecchi ci hanno lasciato due poderi uno Alfa e uno Beta. Un tempo erano entrambi ben curati, entrambi con una parte coltivata e una parte a bosco. Muretti a secco ben tenuti, fossi che convogliavano e defluivano correttamente le acque, argini e poggi curati. Anche la parte a bosco era perfettamente curata, si faceva legna curandosi di tagliare in modo da assicurare la ricrescita sana degli alberi, si curava il sottobosco tenendolo pulito. Poderi che sembravano giardini e curati così dai vecchi prima di loro e così via nel tempo. Anche qualche cinghiale girava per i poderi, ma senza farli moltiplicare a dismisura perché ci pensavano i cacciatori. Tutto era in equilibrio (oggi si direbbe biologico) e quando l’equilibrio veniva meno si interveniva prontamente per ristabilirlo.
Poi in uno dei due poderi, il Beta, qualcosa è cambiato nella sua gestione.
Perché togliere le erbacce infestanti? Anche loro fanno parte della natura, ci vanno molti insetti, magnifiche farfalle. Fare legna? E’ uno scempio! L’albero si cura da solo e si autogestisce. Lasciamo quindi il sottobosco che si autogoverni. Anzi, facciamo razzolare liberi i cinghiali, così hanno ben di che mangiare. Che importa se distruggono i muretti a secco, i fossi, i poggi dove poi l’acqua scava e scava e scava ancora portandosi a valle di tutto. Poverini, anche loro fanno parte della natura, lasciamoli moltiplicare. (Io tanto non abito mica più in campagna, quindi non mi danno nessun fastidio.)
Lei scrive: “noi siamo soltanto “una” delle milioni di specie presenti sul pianeta e che dovremmo tornare ad abituarci a convivere con le creature che ci circondano, dovremmo cercare di comprendere che “là fuori” c’è un mondo intero di esseri viventi che nascono, crescono, si nutrono, si riproducono e muoiono in un meraviglioso quanto complicatissimo e fragile equilibrio.”
Sì, verissimo, è così fragile l’equilibrio che i nostri vecchi cercavano di mantenerlo, seppur nella loro completa ignoranza scientifica, ma solo con il sapere del tempo. Ebbene, ora si è rotto. Il podere Beta è diventato una massa incolta ingovernabile, facendo moltiplicare in maniera esponenziale microfauna. E questo poi si riversa anche nel podere accanto, l’Alfa, dove invece si lavora alacremente ed incessantemente per cercare di mantenere l’equilibrio, ma purtroppo con tentativi vani. Quando si rompe l’equilibrio e non si interviene, certo che la natura interviene con una “controforza” , ma sempre maggiore per equilibrarsi. Ma più che lasciamo stare e più che gli “interventi naturali” sono sempre di forza superiore per contrastarli.
Mio caro entomologo, certamente le Lymantrie c’erano anche prima, ma da quasi 40 anni che vivo qui…..immerso nella macchia, una cosa così non l’avevo vista .
Dovere tener dentro cani e bambini perché la casa fuori è piena fino al tetto, avere il terrazzo pieno ogni giorno dei loro microescrementi, guardarsi intorno e vedere uno spettacolo spettrale come un bosco dopo un incendio, ebbene una cosa del genere non l’avrei mai potuta immaginare nemmeno se me l’avessero raccontata.
Agli escursionisti che invitiamo a visitarci e che girano per i nostri bellissimi boschi avvertiamoli però di andare ben “scafandrati”, altrimenti si troveranno i bruchi dappertutto, anche nelle mutande, sì perché si calano giù dagli alberi con le loro bavette come Spiderman. Io mi sono trovato il trattore pieno, oltre che in dosso, sopra e sotto i vestiti.
Allarmismo lei dice, falso allarme? Può darsi anche. Certo è, che è proprio con la teoria (comoda e certamente economica) del lasciar fare alla natura che faccia tutto da sé, stiamo andando sempre peggio. E non bisogna nemmeno sforzarsi di usare la materia grigia, cosa che invece ci dovrebbe differenziare da tanti altri esseri viventi, ed avremo invece il dovere di usarla.
Ovviamente opinione personale, da ignorante in materia, agli antipodi dalla sua, lei invece è entomologo e gli insetti sono il suo “focus”.
Pensare che tra non molto ci toccherà addirittura pranzarci!
Già, però in compenso, come dice lei, ci saranno tante bellissime farfalle che coloriranno i nostri boschi spettrali.
Proprio lei mi parla della Ninfa del corbezzolo? Giusto, la conosco bene, è bellissima, i corbezzoli ce li ho davanti ogni giorno, io (non so lei). Ma dove pensa possa deporre le uova se il corbezzolo è uno scheletro? E se anche trovasse qualche foglia, di cosa crede si possa cibare da uno scheletro di pianta come nella foto?
Io penso invece che dei massivi abbattimenti (nota) solo nelle zone altamente infestate, fatti ovviamente in modo biologico e nei tempi e modi giusti, cioè agli stadi iniziali e con miscele ben attive (dopo 12 ore la miscela con il Bacillus non fa più nulla!) eviterebbe queste devastazioni del verde che indeboliscono le piante che possono essere dopo preda per altri parassiti ancora. Certo che, come dice lei, ne possono fare le spese altri insetti, ma in poco tempo queste zone saranno ripopolate da quelli delle zone adiacenti non trattate.
Per gli incendi si interviene, perché in questo caso no? Perché le fiamme si vedono anche da lontano e fanno paura, i bachi distruggono tutto nel silenzio totale. E poi, come già detto, è più facile ed economico sposare la sua di tesi.
Intanto si guardi queste foto. Io non sono un esperto e, senza foglie, alcuni non riconosco neanche cosa siano! Ci sono scheletri di pino, di scopa, di lentisco, di biancospino,di orniello, di ginestre spinose. Un corbezzolo lo si riconosce solo perché ha qualche piccola bacca! Non credo che tutte queste povere piante siano del suo stesso parere e forse nemmeno la bellissima Ninfa del corbezzolo, che sarà morta di fame, poverina. Io spero molto che si possano riprendere da questa “mattanza”, (ma non capisco come processino la fotosintesi….)
Vedremo tra un paio di mesi ….vorrei tanto sperare abbia ragione lei….

Maurizio Martorella  

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Indietro giovedì 2 giugno 2016 @ 11:53 © Riproduzione riservata

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