Fusione forzata dei mini Comuni, sindaci elbani contrari

Ferrari mette in guardia: "No a processi burocratici che non coinvolgono i cittadini". Barbetti è scettico anche sull'esito della proposta Pd: "Non andrà mai in porto". Dubbi di Galli: "Io sono contro le fusioni fredde, serve gradualità". De Santi: "Alleanze, non atti d'imperio. Tre sindaci per l'Elba"

le reazioni

Non sono molto favorevoli le reazioni dei sindaci elbani, interpellati da Tenews sulla proposta di accorpamento forzato dei Comuni sotto i 5mila abitanti, avanzata da un consistente gruppo di deputati Pd in commissione Affari istituzionali alla Camera. Domina lo scetticismo, nel caso di Ruggero Barbetti anche sulle effettive possibilità che la proposta possa andare in porto. "Per abitudine ed esperienza - spiega il sindaco di Capoliveri - aspetterei la gazzetta ufficiale, altrimenti è solo aria fritta e non ci perderei troppo tempo, un po' come la vecchia finanziaria che a settembre ha un contenuto e poi arriva in tutt'altro modo. Io sono convinto che questa cosa non andrà in porto". Non è direttamente interessato il Comune di Portoferraio, che - anche secondo la proposta pd - supera ampiamente i 5mila abitanti necessari a sopravvivere in autonomia. Ma sarebbe comunque coinvolto, indirettamente, nel caso di una riforma degli altri sette. "Eviterei i colpi di spugna" dice il sindaco del più grande dei Comuni elbani, l'unico in cui nel referendum sul Comune unico dell'Elba prevalsero i "sì". Il sindaco Mario Ferrari mette in guardia dai "processi burocratici" e auspica "processi culturali condivisi con i cittadini, che - ricorda - sono sovrani". "Per evitare - dice - fallimenti tipo Unione dei comuni". Dubbi anche dal versante orientale, con il sindaco di Rio Marina Renzo Galli: "Come detto avevo detto - risponde - non sono per le fusioni fredde, soprattuttto quando si parla dell'aspetto finanziario e territoriale di un Comune. Fatta così, a freddo, questa fusione non non sarebbe che un'annessione. Piuttosto sarebbe meglio pensare a una cosa graduale, che nel nostro caso potrebbe coinvolgere Rio Elba e Porto Azzurro, e poi l'elba occidentale. Se si trattasse di una cosa graduale direi: "ben venga" e sarei d'accordo, altrimenti no...ci hanno già stretto le maglie con le gestioni associate, in cui un Comune ti guarda dall'alto, ti deve accettare, è tutto molto complicato. Quindi sono favorevole ma con gradualità e senza cancellare secoli di autonomia".

Non lontana la posizione del sindaco di Rio Elba Claudio De Santi: "Io - spiega - sono d'accordo in linea di principio, sulla fusione dei piccoli, proprio perché vedo le difficoltà che incontrano quelli come il mio. Sarei altresì per i tre comuni di versante, arrivare a un assetto con Portoferraio, Elba orientale ed Elba occidentale. E sarebbe preferibile che si arrivasse a questa fusione non come atto d'imperio ma attraverso una partecipazione dei cittadini, ma mi rendo anche conto che l'attuazione di un nuovo referendum può essere difficoltosa. Dunque sì, sono d'accordo sui contenuti ma sulla forma e il percorso per arrivarci se ne deve discutere e la politica deve farsi carico di questa ricerca di soluzioni più adeguate".

Indietro lunedì 18 gennaio 2016 © Riproduzione riservata

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