"Briciole di ricordi" di Barsotti, amarcord elbano

L'insegnante, fra i promotori del premio Brignetti, stavolta ha parlato del suo libro insieme all'ex assessore Antonella Giuzio alla Libreria Stregata

il personaggio

Condividi

Si divide in sette capitoli, in sette episodi legati ai tre luoghi del cuore: Piombino, Santa Fiora e Portoferraio, nei quali Giorgio Barsotti ha trascorso i primi tredici anni di vita a partire dl 1936. Così ha avuto inizio sabato a Portoferraio nella sala della Libreria Stregata la presentazione al pubblico del libro BRICIOLE DI RICORDI, affidata dall’autore all’ex assessore alla Cultura di Portoferraio Antonella Giuzio. La Giuzio ha fatto notare che si tratta proprio di briciole, di frammenti che ritornano alla memoria dopo tanti anni; ricordi di persone, di sapori, di profumi, di luoghi che sembrano persi nel tempo, ma che riaffiorano alla prima sensazione, non privi di imperfezioni sulle quali il lettore è invitato a indulgere o, se vuole, a esaminare e dialogare. La presentatrice, osservando che l’opera termina all’età di tredici anni in quanto questa segna il discrimine fra infanzia e adolescenza, ha letto alcuni brani, fra i quali una lettera scritta, da Portoferraio durante la guerra, dal papà di Giorgio al figlio sfollato a Santa Fiora che non vedeva ormai da due anni, e citato alcune frasi emblematiche tra le quali una in particolare “aldilà del Canale” con la quale l’autore, nonostante la nascita avvenuta a Piombino, sembra cementare la sua cittadinanza elbana ed il suo profondo radicamento nell’ambiente dell’Isola. A una domanda postagli dalla stessa Giuzio sulla singolarità dell’assenza dei nomi dei personaggi descritti nei vari capitoli, Barsotti ha semplicemente risposto affermando di non essersela sentita di nominare persone, fra le quali diversi amici, in quanto con alcuni ha perso il contatto mentre altri purtroppo sono scomparsi. La conclusione dell’incontro è stata affidata a Patricia Mazy, titolare della casa editrice Myra che ha pubblicato il volume, che ai numerosi intervenuti ha raccontato l’origine del rapporto intellettuale con l’autore, dovuta alla appartenenza di entrambi al comitato per il Premio Letterario Raffaello Brignetti e alla comune conoscenza della lingua transalpina. La Mazy con l’occasione ha invitato Barsotti, vista la sua istintiva facilità di comunicare con spirito critico e ironico, a proseguire nell’arte dello scrivere nella quale a iniziato ha cimentarsi con ottimo risultato.

Indietro lunedì 15 giugno 2015 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus