Alessandro Onorato, ecco il "boss" che non ti aspetti

Il giovane manager di Moby protagonista di una sorprendente apparizione nel format tv di RAI 2 Boss in Incognito, svelando una forte personalità e l’umanità delle storie che si celano dietro il duro mestiere dei marittimi

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Alessandro Onorato a Boss in Incognito

Il boss che non ti aspetti, in grado di suscitare simpatia e di strappare anche qualche sincera lacrima di commozione. Lui è Alessandro Onorato, 25 anni, figlio di Vincenzo patron di Moby e a sua volta manager dell’azienda di famiglia. Un ragazzo, certo, ma talmente maturo e deciso da essere in grado di esprimere in maniera chiara e sicura i propri sentimenti, accettando senza esitazioni di partecipare al programma televisivo Boss in incognito , andato in onda in prima serata su RAI 2 lunedì 26 gennaio. Il format è la versione italiana di Undercover Boss, reality show statunitense, ed è condotto da Costantino Della Gherardesca: in ogni puntata di Boss in Incognito, il titolare di un’azienda si infiltra tra i suoi dipendenti per lavorare con loro, con una serie di telecamere pronte a filmare la sua esperienza.
Alessandro Onorato è stato per una settimana a bordo della Moby Aki, una delle ammiraglie della flotta della Balena Blu, fingendosi tirocinante e facendosi accompagnare da dei tutor che lo hanno introdotto a tutte le mansioni di bordo, dal marinaio al manutentore, al piccolo di camera, al cameriere. Il boss ha così approfondito, senza mai tirarsi indietro anche quando c’era (ad esempio) da pulire i bagni della nave, il contatto con quattro suoi dipendenti, andando a scoprire con profonda umanità le loro caratteristiche personali, sotto un unico denominatore: la dedizione al lavoro e all’azienda, insieme alla profonda onestà e a un legame fortissimo con la famiglia. Il programma, specie nel commovente finale a sorpresa per i dipendenti, riesce a raccontare tutto quello che c’è dietro il servizio, dalla necessità di riportare la nave a un livello di pulizia altissimo ogni giorno alle persone che lavorano per mesi lontano dalle proprie famiglie, storie di sacrificio e attaccamento al lavoro di rara bellezza.
“L’idea di partecipare a Boss in Incognito- ha commentato Alessandro Onorato - ci è sembrata subito interessante. L'abbiamo vista come occasione di poter raccontare una realtà particolare com’è quella lavorativa del mondo marittimo. La nostra attenzione per il servizio è sempre stata maniacale ma quando su una nave passano migliaia di passeggeri ogni giorno è normale che lo sforzo per continuare a migliorare nel dare un servizio di altissima qualità sia enorme. Moby è una realtà della quale non si può non andare fieri: nonostante la crisi siamo riusciti a preservare l’occupazione senza rinunciare ai nostri tratti distintivi, non da ultimo l’italianità della totalità dei marittimi e la serietà nello svolgere un servizio di pubblica utilità anche in bassa stagione, garantendo la continuità territoriale anche d’inverno, quando le navi non viaggiano di certo piene”.
 

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Indietro martedì 27 gennaio 2015 @ 14:59 © Riproduzione riservata

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