L'Elba e la riforma dell'assistenza sanitaria pubblica nel Granducato

di Marcello Camici

la nostra storia

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Il 1818 rappresenta data importante per l’assistenza sanitaria pubblica del Granducato. E’ infatti in questo anno che vengono emanate “Massime ed istruzioni da osservarsi generalmente in tutti li spedali degli Infermi del Gran-Ducato di Toscana approvate con Dispaccio di S.A.I. e R. de’ 17 febbraio 1818.” (Circolari e ordini dal Soprassindaco Provveditore dal 1815 al 1818. C64. Carta 119.ASCP) In tutto sono trentadue e in calce portano il visto di “Incontri (ufficio di Presidenza), Moggi(ufficio di Segreteria”. Sono di particolare interesse perché rappresentano una vera riforma sanitaria. Nell’amministrazione sanitaria vengono introdotti principi solidaristici accanto a quelli caritativi. Principi ed aspetti solidaristici ancora oggi presenti. Queste "massime e istruzioni” sono pertanto da ritenersi anticipatrici di alcuni principi dei più moderni servizi sanitari ed altresì evidenziano l’aspetto riformatore assunto in campo sanitario dal Granducato di Toscana Asburgo Lorena. La prima massima ed istruzione classifica e qualifica gli spedali del Granducato enunciando e chiarificando funzioni: “1°. Si distinguono gli Spedali degli Infermi in due classi: Regi e Comunitativi. Sono Regi gli ospedali di Firenze, Siena, Pisa, Pistoia e Livorno e sono distinti da tutti gli altri perché il Com missario o Rettore di essi viene direttamente nominato da S.A.I. e R.; perché nei primi quattro di essi a co mando dello studio pratico dell’Arte Medica, e Chirurgica vi sono ricevuti certi casi rari di malattie e di grandi operazioni, qualunque sia la provenienza del malato; e perché vi sono ammessi i Giovani a far le pratiche precedenti alla loro matricola. Altra ragione di questa distinta qualità si trova nella Tutela am ministrativa, che nei Spedali Comunitativi è stata esercitata immediatamente nel Magistrato Locale e nei Regi dall’I.e R. Segreteria di Stato” (Idem come sopra) La “distinta qualità” degli spedali pubblici granducali trova ragione nel fatto che nei primi quattro (Firenze, Siena, Pisa, Pistoia) si insegna l’”Arte Medica” e in tutti perché la loro amministrazione a differenza degli spedali comunitativi non dipende dalla Magistratura Comunitativa ma dall’I. e R. Segreteria di Stato. Gli ospedali di Firenze, Siena, Pisa e Pistoia divennero luoghi dove si espletava attività didattica: le moderne cliniche universitarie. Nell’istruzione che segue il legislatore si affretta a chiarire che: “2°. Veruna conseguenza deriva dalla predetta qualificazione, e tutti gli Spedali indistintamente sono obbligati a ricevere i miserabili Infermi di malattia curabile;a curarli ed ospitarli gratuitamente,dentro i limiti della loro finanza” (Idem come sopra) Sono qui evidenti aspetti solidaristici dell’assistenza sanitaria pubblica ancora oggi presenti: obbligo di ogni struttura ospedaliera,indipendentemente dal tipo, a ricevere e curare gli infermi anche se si precisa quale tipo di infermi: “i miserabili infermi di malattia curabile”. Le massime ed istruzioni che seguono riguardano la classificazione dei letti di degenza e l’erogazione dell’assistenza che avviene in base a tre distinte fasce di reddito: “3°.  In tutti gli Spedali vi saranno dei Letti Paganti,dei Letti a mezza paga o semipaganti e dei Letti gratuiti” (Idem come sopra) Ancora oggi è possibile che esistono in alcune strutture sanitarie pubbliche letti paganti. “4°. Sono Letti paganti quelli per i quali viene retribuita allo Spedale del Malato o da altri per esso una tassa corrispondente alla spesa giornaliere di un letto occupato, ben’inteso che questa tassa a differenza dei letti gratuiti, deva comprendere ancora il Contributo per le spese generali dei Professori, e altri Impiegati necessari alla montatura economica e sanitaria del Pio Stabilimento e deva essere precisamente indicata nel Bilancio di ciascheduno Spedale. A mezza paga son quelli per i quali vien retribuita dal malato e da altri per esso la metà dell’importare della spesa predetta. I Gratuiti sono definiti dal nome. ogni altra tassazione arbitraria che dipender potrebbe da parzialità e favore è vietata” (Idem come sopra) Il legislatore ,con l’ultimo rigo della predetta istruzione, introduce un principio di imparzialità e legalità nella amministrazione pubblica della sanità che ancora oggi dovrebbe essere presente. “5°. I Letti paganti potranno essere nella quantità permessa dallo stato materiale della fabbrica di ciasche duno Spedale ,bene inteso,che mediante quelli non resti in alcuna forma circoscritto e limitato il numero dei letti gratuiti che possono tenersi dallo Spedale a benefizio degli Infermi miserabili. I letti semipagnati potranno essere in quel numero, che verrà permesso dalla non occupazione dei letti gratuiti,giacchè con questi posti a mezza paga non deve essere oltrepassato il limite della Spedalità gratuita, che può accor darsi in ciascheduno Spedale; e per conseguenza il numero dei letti semipaganti sarà sempre computato come se fossero per metà letti gratuiti, ed in diminuzione di quelli. I letti o posti gratuiti sono in quel numero che vien permesso dallo Stato economico dello Spedale,e che è determinato nel Bilancio di pre cisione” (idem come sopra) E’ in questa massima ed istruzione premura del legislatore salvaguardare comunque la presenza dei letti gratuiti per gli “Infermi miserabili”: aspetto solidaristico introdotto nell’assistenza sanitaria pubblica. Marcello Camici ASCP.Archivio storico comune Portoferraio

Indietro lunedì 16 giugno 2014 @ 03:10 © Riproduzione riservata

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