Il Bicenenario e la vergognosa facciata della Biscotteria

di Sergio Bicecci

l'intervento

Il palazzo della Biscotteria in foto di repertorio

Sono solidale con coloro che giustamente hanno espresso parole di approvazione perla bella, unica e sorprendente manifestazione per il Bicentenario Napoleonico. Penso che il risultato positivo ottenuto sia andato al di là di ogni ragionevole previsione, anche se di sicuro gli scongiuri degli organizzatori non saranno sicuramente mancati. La risonanza nei Media nazionali e internazionali è stata ed è notevole e non finirà tanto presto. Portoferraio e l’Elba tutta dovranno trarne giuste considerazioni e avvalersene per il futuro, anche prossimo. Seguendo l’intera Manifestazione ho potuto notare una miriade di fotocamere e telecamere in azione. Penso che mai Portoferraio abbia destato tanta attenzione in pochissime ore. Le foto e i filmati sul web gireranno il mondo. Bene! La domanda è: perché ci perdiamo in un bicchier d’acqua?
Ho notato l’ attenzione di alcuni francesi verso la facciata della Biscotteria e le foto e i commenti su di questa. Così anch’io ho alzato gli occhi ed ho provato vergogna vedendo due finestre con una sola anta di persiane e l’ammaloramento del sotto balcone oltre ad una zona della facciata dove manca l’intonaco.
Ora penso che qualsiasi persona che abbia a cuore le cose proprie, a maggior ragione se Amministratore di un Comune, concedendo pure problemi di bilancio, avrebbe provveduto in previsione di tanto Evento, a togliere le due mezze persiane liberando le finestre e avrebbe anche trovato il modo, spremendosi il cervello, di riparare il sotto-terrazzo e la facciata. Peccato! Non si tratta soltanto di degrado ma peggio, si tratta di disinteresse verso le cose per le quali si è avuto mandato popolare.

 

Indietro mercoledì 7 maggio 2014 @ 12:29 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus