Assegnazione case popolari: quante leggende metropolitane

di Cosetta Pellegrini (candidata sindaco Portoferraio)

la campagna

Primo entusiasmante incontro con le elettrici, donne attente, propositive, combattive. Mi hanno sollecitato a rispondere alle tante “leggende metropolitane” che girano sul web, su alcuni programmi elettorali e in tanti discorsi “senza contraddittorio”.
Inizio con la “leggenda” più infamante: le assegnazioni delle case comunali.
Si dice che non c’è “trasparenza” sulle assegnazioni, che io privilegio i cittadini stranieri, ometto le definizioni che mi vengono riportate perché segno, da parte di chi le usa, di un razzismo squalificante il nostro essere cittadini isolani, che hanno vissuto duramente sulla propria pelle l’essere emigranti in paesi stranieri e, dopo la chiusura della cementeria, in terraferma, alla ricerca del lavoro che qui non c’era più.
Le assegnazioni avvengono sulla base di un bando pubblico che rispetta la legge regionale in materia: i criteri sono ben definiti, i punteggi vengono controllati da una apposita commissione, di cui l’assessore non fa parte e non può quindi determinare in alcun modo i risultati delle graduatorie. Il compito del politico in questo caso, è di far rispettare le norme, far espletare i bandi nei tempi dovuti, pretendere il rispetto delle graduatorie. Gli uffici comunali hanno adempiuto a questo compito in modo perfetto e puntuale. A tutti coloro che, avendo il problema della casa, mi sollecitavano a trovare qualsiasi tipo di soluzione, ho sempre risposto che il rispetto delle norme, era la loro migliore garanzia per vedere tutelato il loro diritto ad avere la casa. Si può invece discutere sulla necessità di rivedere tutta la normativa regionale che disciplina le assegnazioni, perché va aggiornata al cambiamento della realtà sociale dal 1996 (anno di approvazione della legge in materia) ad oggi. Per fare un esempio concreto: a fronte di un costante invecchiamento della popolazione, è difficilissimo per una persona o una coppia di anziani, raggiungere il punteggio utile per accedere alle case comunali. Proprio per questo ho progettato la ristrutturazione della ex casa di riposo Traditi, realizzandovi 9 bilocali destinati alle persone anziane, ottenendo anche un finanziamento dalla Regione Toscana. Anche in questo caso le assegnazioni avvengono tramite bando pubblico ed i punteggi vengono assegnati da una apposita commissione. La stessa organizzazione è prevista per l’emergenza abitativa: un regolamento specifico definisce cosa è l’emergenza abitativa, una commissione composta da tecnici e servizio sociale valuta le richieste e stila una graduatoria, costantemente aggiornata sulla base delle disponibilità di soluzioni di emergenza e delle nuove richieste inoltrate. Negli ultimi anni per far fronte alle sempre maggiori richieste, si sono strutturate anche 4 camere con bagno ed uso di cucina comune. C’è ancora da lavorare molto, ma lo abbiamo fatto e continueremo a farlo con trasparenza delle regole e dei risultati e rispetto del diritto dei cittadini. Alcuni numeri possono chiarire ancora meglio il concetto: il Comune gestisce 423 alloggi, di questi 22 sono assegnati a cittadini stranieri: lascio ad altri le percentuali.
Nel periodo in cui ho amministrato, nessuno ha ricevuto chiavi di appartamenti dall’assessore, come invece è accaduto in precedenza, trovandomi a dover sanare queste situazioni, con non poche difficoltà: dopo una verifica sulla presenza dei requisiti per accedere agli alloggi popolari, alcuni sono stati regolarizzati, altri sono stati allontanati dagli alloggi assegnati, quelli si, senza trasparenza. Sono ben cinque le cause di sfratto che l’amministrazione ha gestito, vincendo le relative cause, per occupazioni improprie di appartamenti pubblici. Vorrei sapere quanti, di coloro che in precedenza hanno amministrato, hanno mai svolto una azione di controllo e verifica che abbia portato risultati tangibili. L’azione di controllo deve essere continua, ma dobbiamo mettere in campo anche tutte le risorse utili e necessarie perché il diritto alla casa si traduca in un diritto reale: non potranno esserci per tutti alloggi popolari, bisogna lavorare perché il mercato degli affitti privati sia più dinamico, con prezzi più accessibili anche per garantire la mobilità fra alloggi da affittare, ridurre le case sfitte o affittate solo nel periodo estivo spesso anche per il timore di non recuperare l’alloggio quando necessita al proprietario.

Indietro martedì 6 maggio 2014 @ 01:50 © Riproduzione riservata

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