Questa giunta non è causa del degrado ma non l'ha neanche curato

di Alberto Nannoni

la lettera

Il sindaco Peria, incalzato da numerose lettere di protesta, ha difeso puntigliosamente il suo operato con tre interventi sulla stampa concludendo che “lascia una Portoferraio migliore di 10 anni fa.”. Come molti altri non concordo: gli amministratori dovrebbero praticare più l’umiltà, uscire spesso dal “palazzo-Biscotteria” e verificare vis-a-vis con i cittadini comuni se le loro granitiche certezze siano condivise dalla piazza.

Il sindaco presenta un elenco di interventi a pioggia fatti su un paese tanto bello quanto decaduto. Non si nega la bontà di queste opere realizzate però a “spot” senza che ne sia intuibile il coordinamento logico a lungo termine. E’ meritorio fare un (tardivo) restauro della Palazzina dei Mulini ma è squalificante arrivarci passando tracciati degradati come i Padiglioni. E come si accoppia l’ottimo restauro del Falcone quando il turista sbarca in ambito di un Coppedè che da anni è un immondo sconcio totalmente fuori controllo da ogni forma di decenza pubblica?

Ciò di cui necessita Portoferraio prima dei grandi restauri e progetti e che in questi 10 anni non è mai stato messo a bilancio è l’accurata, banale manutenzione ordinaria dell’esistente eseguita con “la cura del buon padre di famiglia”. Portoferraio si può qualificare con i tre aggettivi “sporca, trasandata e buia” ma in due mandati di questa amministrazione non vi è traccia di alcun progetto organico per porvi rimedio. Forse nemmeno ne hanno coscienza, vivendo le giornate nel chiuso delle stanze del palazzo.

Vi è però altra più grave malattia del centro storico che l’Amministrazione Peria non ha curato lasciando che si allargasse come metastasi. Da anni si assiste alla lenta ma inarrestabile corrosione del suo tessuto sociale, collante fondamentale di ogni comunità. Il centro ormai è per gran parte dell’anno deserto ed anche in alta stagione i pochi turisti fanno solo un rapido giro per tornare subito indietro. Anche se ricco di bei monumenti e magnifici panorami il paese non attrae più perché ha perso la sua anima, non possiede più la sua attraente allegria cittadina.

Pur non essendo la causa primaria di questa malattia l’Amministrazione ne è profondamente corresponsabile per esserne stata solo impassibile spettatrice senza aver posto in atto alcuna energica azione politica di contrasto. Mancano i freschi luoghi di aggregazione (piazze alberate, mercati coperti e liberi) da sempre fonti di ospitalità sia per i turisti che per i residenti. Non è mai stato impostato un progetto per frenare la moria del piccolo commercio, trama portante delle comunità. Senza batter ciglio sono stati accettati trasferimenti di importanti servizi al cittadino. Sono state imposte farraginose regole per l’accesso al centro. Non è mai stata adottata una vera politica repressiva verso i comportamenti incivili. Non è mai stato stabilizzato un progetto di cura continua della piccola estetica, il verde pubblico, il decoro e l’ambiente cittadino. Queste sono le cose che attraggono gli ospiti e mantengono i residenti, facendo in conseguenza girare l’economia e apportando benessere a tutti. Il sindaco ha solo presentato il suo elenchino finale di buone cose ma ha accuratamente evitato di rilevare quanto il paese sia lentamente soffocato durante i suoi due mandati di governo, sotto gli occhi suoi e della sua giunta.

Quanto ha fatto, che nessuno nega, è stato insufficiente: poteva e doveva fare molto di più per ridare anima e vivacità a questa bellissima città. Ma così non è stato ed i portoferraiesi lo ricorderanno..

 

Alberto Nannoni
 

Indietro mercoledì 17 luglio 2013 @ 01:15 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus