Ecco le olive di mare: arrivano i semi della posidonia

Allo Schiopparello e in altre spiagge si può osservare una straordinaria fase della fruttificazione: si spiaggiano piccoli involucri versi contenenti i semi della preziosa pianta. Foto e reportage dell'esperto Antonello Marchese

le meraviglie della natura

La foto di Antonello Marchese

Da oltre un mese sui lidi del golfo di Portoferraio si sta osservando ad una prolungata fruttificazione della posidonia. Piccoli involucri ovoidali, verdi o bruni, simili ad olive si spiaggiano interi od aperti, mostrando così al loro interno un seme verde. Il fenomeno non avviene sempre ma ormai da qualche tempo si ripete sempre più frequentemente e in alcune annate particolari si ha una vera e propria esplosione di fioriture nel periodo autunnale ed invernale: il risultato a primavera sarà una moltitudine delle cosiddette "olive di mare", i verdi involucri galleggianti contenenti i semi. La parte esterna marcirà aprendosi e il piccolo seme scenderà verso il fondo: se le condizioni di luce e substrato saranno idonee si svilupperà una nuova piantina che potrà dare origine poi per via asessuata e col passare degli anni, ad un'intera prateria. La Posidonia oceanica volgarmente nota come “alga” , per i vecchi elbani “aliga” o “aliva”, non è in realtà un’alga ma una vera e propria pianta marina, per l'esattezza una fanerogama appartenente alla famiglia delle Posidoniacee, con tanto di radici, fusto, foglie, fiori, frutti e semi, come abbiamo potuto osservare.

In mare e in prossimità delle coste l'abbiamo sicuramente vista e l'incontriamo comunemente: è la posidonia che forma quelle macchie scure quando osserviamo il mare dall'alto della scogliera e dal bordo della barca. C'è chi, nuotando, prova una certa apprensione al cambiamento di tonalità del fondo coperto dai "cespugli", o chi sente un brivido al solo contatto con le sue lunghe foglie. Niente paura si tratta solamente di una pianta amica che in estate vale la pena osservare infilando maschera e boccaglio. La posidonia ha foglie lunghe e verdi, come nastri, che si inseriscono alla base su un ceppo più scuro (rizoma) solidamente impiantato nel fondale, o su un reticolo di numerosi altri fusti, i “matte”.

La specie infatti si riproduce per lo più per via vegetativa attraverso l'accrescimento orizzontale e verticale dei suoi rizomi, creando vere e proprie barriere di radici vecchie di centinaia d'anni. La pianta ha bisogno della luce solare per effettuare la fotosintesi e cresce su fondali sabbiosi o fangosi profondi non più di 35-40 m: si tratta quindi di una grande produttrice d'ossigeno e costituisce un habitat fondamentale per un'enorme varietà di animali marini. Nascosti nelle sue foglie e tra i rizoidi troviamo moltissimi organismi viventi, adulti, allo stadio larvale e di avannotto. La "prateria di posidonia", così è chiamato l'habitat a cui la pianta dà origine, è una grande nursery dove i pesci possono deporre le uova in sicurezza, nascondendole ai predatori, e dove i piccoli avannotti potranno svilupparsi con una certa tranquillità.

Vista l’importanza della pianta e vista la minaccia alle grandi matte un tempo visibili e affioranti nei pressi delle Marse, lungo il golfo di Portoferraio, dove i grandi ciuffi di foglie spuntavano fuori dall’acqua con la bassa marea e oggi purtroppo non più visibili, non resta che augurarsi la fortuna delle moltitudine di piantine che si potranno sviluppare dai piccoli semi distribuiti dalle “olive di mare”.

Foto e testo sono di Antonello Marchese, guida ed esperto di ambiente

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Indietro lunedì 10 giugno 2013 @ 00:41 © Riproduzione riservata

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