Parte la lotta all'insetto che uccide il castagno dell'Elba

L'assessore regionale all'Agricoltura annuncia iniziative per contrastare il parassita che attacca foglie e germogli degli alberi. Una misura biologica per non danneggiare le piante: sarà introdotto un antagonista naturale

il problema cinipide

Il cinipide

"Intensificheremo la lotta al cinipide del castagno anche all’Elba, così come abbiamo fatto già da alcuni anni in molte altre zone della Toscana. E sono fiducioso che, come è accaduto altrove, anche nell’isola riusciremo a contrastare efficacemente il fenomeno. Del resto la lotta biologica con insetti antagonisti è l’unica praticabile in quanto attuabile su tutto il territorio senza influire sulle caratteristiche qualitative delle produzioni”.

L’assessore regionale all’agricoltura, Gianni Salvadori, commenta così il problema della diffusione, anche all’Elba, del parassita che attacca le foglie e i germogli dei castagni deponendovi le proprie uova e causando danni alla produzione di castagne.

“Ringrazio – prosegue Salvadori – chi ha fatto la segnalazione. Finora la situazione dei castagneti elbani appariva sotto controllo, ma se il parassita si sta diffondendo interverremo anche qui con l’introduzione del Torymus sinensis, l’imenottero antagonista naturale del cinipide del castagno e assolutamente non dannoso per le piante. Dal 2010 al 2012 in Toscana abbiamo messo in atto 94 rilasci di questo insetto, quest’anno ne abbiamo effettuati ben 120 e altri contiamo di farne con la collaborazione di enti locali e privati. I dati ci dicono che dove siamo intervenuti con la lotta biologica per cinque anni, si registrano i primi positivi risultati di abbattimento del cinipide a livelli di assoluta compatibilità ambientale, senza registrare più danni evidenti alle piante e alla produzione”.

Il castagno, con i suoi 179.000 ettari di superficie totale coperta, di cui 32.000 classificati come castagneti da frutto, rappresenta per la Toscana, oltre che una componente importante del suo enorme patrimonio boschivo, anche una fondamentale fonte di reddito con un valore medio annuo della produzione di poco superiore ai 4,6 milioni di euro.

“E’ anche per questo, ma non soltanto per motivi economici – conclude Salvadori – che già dal 2008, anno di prima segnalazione del cinipide in Toscana, l’attività di monitoraggio e di raccolta delle segnalazioni da parte dei castanicoltori è stata affiancata da un’accurata campagna di informazione attraverso la produzione di materiale illustrativo e l’organizzazione d’incontri tecnici nei principali comprensori castanicoli della regione”.
 

Indietro domenica 2 giugno 2013 @ 03:04 © Riproduzione riservata

Commenta l'articolo

Attenzione: i commenti sono soggetti a moderazione. Un moderatore deve approvare il commento inserito prima che esso venga visualizzato.

blog comments powered by Disqus