"Il referendum sul Comune unico: sospensione diffusa della democrazia"

Mazzei: "Un voto consultivo e senza peso, un commissario 'monarchico'. Argomenti pesanti sulla bilancia del nostro futuro"

la lettera

Si avvicinano le elezioni e per l'isola d'Elba si tratterà di una data doppiamente epocale perché se da una parte si eleggeranno i nuovi parlamentari nazionali che dovranno dar vita a un nuovo governo e a nuovi tagli, dall'altra gli elettori dello Scoglio dovranno esprimersi sul riordino istituzionale dei loro enti locali, che dovranno subire a loro volta un bel taglio.

Ci sono però almeno tre argomenti che ci spingono a parlare di sospensione diffusa della democrazia: l'effettivo peso della volontà popolare sul riordino del proprio assetto istituzionale, la sospensione della rappresentanza democratica in favore di un commissariamento “monarchico”, l'assenza di riguardo alle problematiche specifiche della condizione insulare da parte del governo regionale. Tre argomenti pesanti sulla bilancia del nostro futuro.

1.1 Un referendum consultivo
Ancora non è chiaro ai piu' che il referendum in questione non è di tipo confermativo, ovvero per richiedere il consenso popolare perché la legge del comitato per il comune unico possa entrare in vigore, bensì di tipo consultivo, come mera richiesta di parere legalmente non vincolante quanto alla decisione successiva che verrà presa in perfetta autonomia dal Consiglio Regionale come previsto dalla legge regionale n.51 del 6/10/2010 – e questo 'profuma' poco di volontà popolare.

1.2 Un referendum fuori tempo massimo?
Sempre a proposito del referendum (che anche se solo consultivo si deve tenere per legge) vorremmo chiedere al legislatore della suddetta legge 51 (il Presidente Rossi) se abbiamo letto male l'articolo 15 dove si recita testualmente che “La proposta di legge dichiarata procedibile è portata all’esame del Consiglio regionale, che la vota nel merito, ai sensi dell’articolo 74, comma 3, dello Statuto, non oltre nove mesi dalla presentazione, che significa non oltre il 14 febbraio 2013, se come ci è parso di capire la legge per la fusione dei comuni elbani è stata effettivamente presentata il 14 maggio 2012.

1.3 Un referendum senza peso
La delibera 24 luglio 2012 del Consiglio regionale sull'indizione del referendum non lascia adito ad interpretazioni sul peso specifico dell'esito delle consultazioni laddove recita “ Salve ed impregiudicate le valutazioni del Consiglio regionale all'esito della consultazione referendaria” s'intende che al di là del voto sarà comunque il Consiglio Regionale a decidere. Ancora a riguardo del referendum e del suo esito molti si pongono legittimamente la domanda: Se la maggioranza dei cittadini di un comune votassero "No" e quelli degli altri comuni "Sì" che succederebbe?
La risposta è che il procedimento è unico e pertanto o si realizza la fusione con tutti i comuni oppure non si procede per nulla (non è ammesso lo scorporo di uno o più comuni). Il voto referendario in ogni sua espressione (anche differenziato comune per comune) sarà valutato dalla Regione Toscana che dovrà decidere se procedere con la legge di fusione o no.

2 Un commissario impopolare e ad interim
Se i tempi previsti dalla legge verranno rispettati i consigli comunali degli otto comuni storici devono sciogliersi e i comuni si estinguono a partire dal 40° giorno dall'approvazione della legge per la loro fusione. Per quanto detto al punto 1.2 sopra significherebbe che non oltre il 26 marzo 2013 il Presidente della Regione nominerà un commissario del comune unico che avrà solo due limiti: quello di non poter assumere e quello di doversi attenere alle direttive del Presidente della Regione, così come riportato ai commi 2 e 3 dell'art.4 della legge presentata dal Comitato per il Comune Unico.
Quindi un commissario che non dovrà rispondere alle richieste della popolazione locale ma alla voce del padrone d'oltremare, e un commissario che rimarrà in carica senza una scadenza predeterminata se non dalle leggi nazionali che stabiliscono che alla successiva tornata elettorale si dovranno eleggere un sindaco e 24 consiglieri.

3 Le Ragioni della Regione
Venerdì 7 presso il Centro De Laugier ha parlato del comune unico tra gli altri relatori l'Assessore regionale alle Riforme Istituzionali e ai Rapporti con gli Enti Locali Riccardo Nencini. Ha tenuto a sottolineare la priorità di due ragioni  madre che sostengono questa fusione di comuni: la prima ragione è che l'alto debito pubblico e la forte recessione impongono una contrazione della spesa pubblica e quindi una maggiore attenzione da parte dei governi locali, in quanto non si tratta di piccoli aggiustamenti ma di tagli definitivi con carattere di stabilità; la seconda ragione è che ci sono circa una dozzina di enti tra province, unioni dei comuni ed altro, e non si può piu' vivere con un numero così elevato, se questo venisse asciugato sarebbe un servizio per i cittadini. Poi l'assessore ha citato Tommaso: “Di fronte alla ragione madre tutte le altre ragioni cadono” e ha aggiunto che queste sono due ragioni madre. Vorremmo chiedergli: E la specialità insulare, la continuità territoriale e il rispetto delle autonomie locali e dei diritti dei cittadini che vivono in territori palesemente svantaggiati non sono altrettante ragioni madre?

Conclusioni
Nell'esprimere profonda gratitudine a tutti coloro i quali mi hanno dimostrato attenzione e solidarietà nella mia campagna di informazione personale sulla scottante questione del Comune unico, voglio altresì ricordare che le mie considerazioni non sono accuse lanciate da un qualsivoglia comitato per il no, ma riflessioni di un cittadino legittimamente curioso e perplesso che vorrebbe capire a fondo di cosa stiamo parlando e – soprattutto – vorrebbe che lo capissero altrettanto a fondo anche i suoi conterranei isolani. Sulla bontà delle intenzioni dei promotori di questa legge d'iniziativa popolare lascio ad altri l'espressione di un giudizio. La sola cosa che ho il dovere di puntualizzare è che non sono stato invitato al dibattito televisivo sul tema e quindi non faccio parte di quelli che hanno rifiutato il confronto, ma ci sarei andato volentieri.

Angelo Mazzei (Di Poggio)

***

A proposito del riferimento al nostro dibattibo, gentile Angelo Mazzei, devo dirle che, anche se ci piacerebbe tanto, purtroppo noi non abbiamo la possibilità di invitare tutti i cittadini elbani negli studi di TeleElba durante le nostre trasmissioni. Queste "colonne", però, sono anche un modo per dar voce e spazio a tutti coloro che hanno qualcosa da dire. Grazie per l'attenzione.

rb

Indietro martedì 11 dicembre 2012 @ 00:10 © Riproduzione riservata