Candidati, silenzio sul referendum. Nessuno parla dei temi veri

di Gabriele Orsini

politica e antipolitica

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Si parla di questi tempi di governi tecnici che spazzeranno la politica e i partiti e sempre più si nota in effetti la disaffezione specie dei giovani a partecipare ai riti delle elezioni con un inquadramento tradizionale. Anche all’Elba si nota questo lento e continuo declino della partecipazione in prima persona dei partiti alla formazione delle liste tant’è che sia  a Porto Azzurro che a Marciana Marina non c’è una lista, delle sei presentate, che osa esibire un simbolo dei partiti tradizionali. Liste civiche che però un po’ alla volta cercano sponsor come quella di “Vivere Porto Azzurro" cui va in soccorso il PD e SEL anche se poi non si capisce quale PD e quale SEL dato che sono divisi quasi su tutto sui temi più caldi come il traghetto, il porto, il regolamento urbanistico, il giudizio sull’operato della minoranza in consiglio negli otto anni del podestariato di Papi e le misure sullo sviluppo.

Neanche “ L’Ancora" è immune da questo richiamo e si fa sponsorizzare dalla Lega Nord che stranamente è viva e vegeta anche se scarsamente rappresentata all’Elba. Non si hanno notizie invece dalle altre liste anche se quelle che ripresentano i vecchi sindaci seppur “ombrati", come a Porto Azzurro, hanno come simbolo al posto del partito il conducator che a tutto pensa e tutto decide con il compiacente assenso della squadra.  Il problema però è che non si riesce a sapere come potranno orientarsi gli elettori sui grandi temi che strangoleranno i comuni, soprattutto quelli sotto i 5000 abitanti, dall’anno prossimo. Nessuna lista dice come si comporterà di fronte all’IMU o alla neonata Tassa di sbarco  o alla tramontata ma sempre viva tassa di soggiorno, alle gestioni associate dei servizi essenziali, alla valutazione per l’eliminazione delle società partecipate, ai limiti che comporterà il rispetto del patto di stabilità, al futuro prossimo dell’avvento del federalismo fiscale, all’affidamento degli appalti e forniture alle centrali di committenza, tutti temi che, affiancati a quelli locali, dovrebbero orientare l’elettore.

Invece niente di niente, solo generici appelli al “volemosi bene per il nostro paese" che non avendo riferimenti nemmeno appunto ai partiti tradizionali  può significare tutto e il contrario di tutto. Porto ad esempio il tema che diventerà tra poco scottante del Comune Unico che nessuna lista  però ha voluto affrontare: dei 5.776 firmatari della proposta di legge presentata dal Comitato molti sono elettori dei due comuni ma nessuna lista che li chiama a votare “per", ha indicato quale sarà il suo atteggiamento nei confronti del referendum. Né si può nemmeno far riferimento agli sponsor dietro le tende, perché la lista “Vivere Porto Azzurro" trova i sostenitori  PD contrari mentre gli alleati di SEL  favorevoli e dalle altre liste nessun cenno e lo stesso si potrebbe dire del ritorno del traghetto a Porto Azzurro per il quale SEL raccolse centinaia di firme ignorate anzi contrastate dal vecchio amico/nemico PD o dell’affidamento delle banchine tramite gara come aveva ordinato il TAR.

Vincerà allora anche all’Elba  l’antipolitica delle divisioni su tutto e su tutti e continueranno a prevalere interessi di parte, di clan, senza riferimenti ideali o di programmi comuni e unitari per lo sviluppo dell’isola, destinata al declino senza un riconoscimento della sua identità comprensoriale? O da queste elezioni, seppur parziali, ci potremo aspettare un segnale di rinnovamento e di attenzione al nuovo che avanza in Toscana, in Italia e nella stessa Europa?  Anche agli elettori elbani l’ardua sentenza.

Indietro giovedì 26 aprile 2012 @ 16:16 © Riproduzione riservata

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