La nostra proposta non è politica. Non siamo sotto tutela dei comitati

di Ruggero Barbetti, Anna Bulgaresi, Andrea Ciumei, Paola Mancuso, Maurizio Papi

l'intervento dei sindaci

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I sindaci elbani

Visto che al tavolo della Conferenza dei sindaci sulla sanità siamo presenti anche noi vogliamo intervenire in questo “botta e risposta” tra il presidente della Conferenza e il sindaco Peria.

Sostegno indiscusso al lavoro svolto in questi tre anni dal sindaco Segnini, che in ogni convocazione ha stilato ordini del giorno sempre supportati da documenti o proposte, che alcuni tra noi, presi da altre incombenze, spesso hanno dimenticato di leggere o di scaricare dalla posta elettronica, ma che il presidente non ha mai mancato comunque di illustrare ogni volta in modo preciso e chiaro, così come ha sempre affrontato qualsiasi argomento suggerito dai presenti, fossero sindaci, assessori, consiglieri.

Accettare le sue dimissioni non è neanche passato per la testa a qualcuno di noi anche se riconosciamo che in questi ultimi mesi ha dovuto affrontare parallelamente i problemi legati all’alluvione e questo super-lavoro lo ha stancato, ma per il bene dei cittadini gli chiediamo di continuare, di non mollare e di riuscire a ricostruire quell’unità di intenti che ha portato tutti i sindaci dell’Elba  a sedersi al tavolo della Regione Toscana con l’Azienda e l’assessore regionale per pretendere la realizzazione degli obiettivi elencati nel documento concordato con i cittadini, in occasione di riunioni tenute presso il comune di Portoferraio alla presenza di numerose rappresentanze dei comitati, che non hanno “messo sotto tutela la Conferenza dei sindaci” ma hanno dato dimostrazione di come la democrazia partecipata possa essere un punto di convergenza sia nella politica di destra che di sinistra, perché apporta contributi preziosi per governare un territorio dal quale, non dimentichiamolo, noi sindaci siamo stati eletti.

E’ vero, dobbiamo regolamentare la presenza dei rappresentanti dei Comitati nelle conferenze, perché la distinzione tra tavolo istituzionale e partecipazione deve permanere, ma non ci siamo mai sentiti in difficoltà in presenza della signora  Balderi o del signor Semeraro (solo per citarne alcuni) e da parte loro hanno sempre capito che queste distinzioni ci sono e devono essere rispettate. Per quanto riguarda il fatto che “Si è cercato un capro espiatorio per la sanità elbana” dobbiamo precisare che la necessità della sostituzione del responsabile di Zona è semplicemente legata alla scadenza del contratto e la proposta “campese-marcianese” per il futuro responsabile che i sindaci hanno rivolto alla direzione dell’Azienda non era politica, ma legata all’esperienza sul campo che la persona individuata possiede soprattutto nel campo della sanità nelle piccole isole e sull’assistenza territoriale (che potrebbe alleggerire il concetto che la sanità buona è solo in ospedale) oltre che per i suoi rapporti con l’Ancim e Anspi.

L’errore può essere stato il metodo, ma non sicuramente l’obiettivo da raggiungere: creare un sistema integrato che metta il cittadino in condizione di fruire, ovunque si trovi, dello stesso livello di assistenza. La proposta portata sul tavolo della Conferenza dei sindaci non sarebbe stata presentata né come vincolante né tantomeno doveva essere stata vissuta come un aut-aut se non fosse stata strumentalizzata da chi la pensava, politicamente, in modo diverso.

Indietro domenica 22 aprile 2012 @ 03:07 © Riproduzione riservata

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