Anche stavolta è tutto deciso: un'offesa per i cittadini dell'Elba

di Maurizio Poli

l'intervento

Come si fa a far finta di niente quando il Comitato per la nascita del Comune Unico dell'Elba, tramite il suo portavoce ufficiale Gabriele Orsini fa sapere a noi elbani (a tutti, sia a chi ha firmato per il referendum, sia a quelli contrari) che " il problema non è se fare o meno il Comune Unico all'Elba, ma il problema è come farlo!". E vi sembra poco? Sono state raccolte oltre 5mila firme, si dice di soli elbani, senza avere ancora buttato giù uno straccio di progetto, men che meno dettagliato, senza sapere da che parte cominciare per realizzarlo, senza avere la coscienza di sapere come funzionerà, senza affrontare quella lunga serie di criticità che in passato da più parti (anche mia) sono state segnalate. Ripeto: e vi sembra poco?

Ma poi a cosa serve un programma, a cosa servono dei regolamenti, a cosa servono le domande che ci poniamo quando il Comune Unico si farà in ogni modo, lo vogliano o no gli elbani. Lo dice lo stesso Orsini quando afferma che il problema non è se fare o meno il Comune unico, lo conferma il pensiero chiaro della Regione Toscana attraverso un suo autorevole esponente (magari improvvidamente), nientepopodimeno che il suo vicepresidente Fedeli: "L'Elba decida se lo vuole oppure subirlo". Mi sembrano parole pesanti come un macigno, parole altresì che offendono la libertà di pensiero di noi elbani, specialmente di coloro che hanno firmato credendo nella democrazia sbandierata a più riprese a destra e a manca e di chi, come l'amico Nannoni, crede ancora che "la decisione finale, come è giusto che sia, spetterà agli elbani". A noi elbani non spetterà decidere un bel niente perché è già stato tutto deciso, e da tempo. Ricordate quando ci hanno imposto il Parco dell'Arcipelago? Questa volta sono stati più sottili; si sono inventati il referendum.

Indietro venerdì 2 marzo 2012 @ 01:44 © Riproduzione riservata