Lasciamo da parte un attimo la neve e il gelo. Un inverno così mite e secco si era mai visto negli ultimi anni? Il 2011 - ci viene detto - è stato un anno caratterizzato da scarse precipitazioni, tale da essere considerato uno dei meno piovosi degli ultimi 60 anni. Visto che della siccità l'Elba sembra occuparsi solo d'estate (quando il problema si presenta conclamato ma ormai è troppo tardi per fare qualcosa) abbiamo cercato di capire qual è la situazione delle riserve idriche.
Asa, il gestore del servizio, ci ha fornito i dati relativi ai propri campi pozzi. La pioggia caduta, questo risulta, non è stata efficace per ricaricare gli acquiferi alluvionali delle nostre due pianure più importanti, ovvero la Val di Cornia e la Val di Cecina. "I mesi autunnali - ci fa sapere Asa - rappresentavano per i nostri acquiferi il periodo della ricarica delle falde e l’andamento è stato nettamente positivo sia nel 2009 che nel 2010. Oggi stiamo invece assistendo ad un abbassamento dei livelli di falda. Ad esempio, il livello della falda della Val di Cornia, in prossimità dei nostri pozzi (Località Casetta di Cornia, Suvereto), a febbraio 2012 è di – 2,44 metri sul livello del mare".
Comunque si sta attendendo gli effetti dello scioglimento della recente nevicata. Asa sottolinea comunque "che il livello medio odierno della falda è sì più basso di quelli del 2009 e del 2010 (in cui, nello stesso mese di febbraio, era superiore al livello del mare), ma resta comunque più alto di quelli del 2003 e del 2007, anni in cui la siccità fu intensa (nel 2003 si arrivò ad un eccezionale – 9 metri sul livello del mare, registrato ad ottobre). E inoltre, tenuto conto che la soglia di emergenza è di – 10 metri sul livello del mare, possiamo dire che per ora i livelli piezometrici dei nostri campi pozzi non presentano valori tali da destare molta preoccupazione. Tutto dipenderà ovviamente dalle prossime piogge primaverili, che dovranno essere efficaci ed utili per la ricarica".