Fa lo sciopero della fame e sete, detenuto finisce all’ospedale

Protesta per ottenere un trasferimento: in 20 giorni ha perso il 15% del peso

Carcere

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Il carcere di Porto Azzurro, repertorio

“Voglio essere trasferito in Sardegna, qui non ci voglio più stare”. Con queste motivazioni, un detenuto 55enne originario della provincia di Sassari, Antonio Casu, ristretto presso la casa di Reclusione di Porto Azzurro, ha cominciato una ventina di giorni fa uno sciopero della fame e della sete che lo ha portato a perdere il 15% del peso corporeo.
L’amministrazione del carcere longonese è stata quindi costretta ad intervenire e, vista l’impossibilità di curare l’uomo all’interno della struttura, ne ha disposto il trasferimento presso l’ospedale di Portoferraio, dove è stato trasportato questo pomeriggio dalla Misericordia di Porto Azzurro con la scorta di due agenti di Polizia Penitenziaria.
“Si tratta di un caso abbastanza ordinario – ci ha detto il direttore della casa di Reclusione di Porto Azzurro, Paolo Sanna – il detenuto, che deve scontare una pena piuttosto lunga, è ancora interessato da alcuni procedimenti penali le cui udienze si tengono periodicamente in Sardegna, e quindi vorrebbe evitare i continui trasferimenti. Questo però non dipende da noi – ha aggiunto il direttore – che eseguiamo solo disposizioni dell’Autorità Giudiziaria, ma il recluso ha deciso di inscenare comunque la sua protesta”.
Ora il detenuto si trova ricoverato presso il reparto di Medicina dell’Ospedale di Portoferraio.
 

Indietro venerdì 3 febbraio 2012- 17.08 © Riproduzione riservata

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