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La posizione espressa dal sindaco Peria sull'abolizione delle provincie ha dell'incredibile. Da un lato, con un colpo di spugna, si vuol azzerare una importante articolazione democratica, quali i comuni, dall'altro si vuol mantenere in piedi le province, enti elettivi inutili con funzioni residuali che dovrebbero essere svolte dai comuni; enti dannosi per i costi aggiuntivi diretti necessari al mantenimento della struttura e per i maggiori costi indiretti che causano, in quanto spesso comportano ulteriori passaggi burocratici con costi istruttori e ritardi.
Nel momento in cui è in piedi una campagna diretta a creare un altro megacarozzone portatore di "poltrone" assai redditizie nascondendosi dietro la semplificazione e il risparmio, si esprime un siffatto giudizio verso la Provincia, il cui operato negli ultimi tempi si può toccare nelle "questioni" della ex gattaia o del turismo; oppure vogliamo prendere ad esempio le strade o le scuole. Insomma chi piu ne ha, più ne metta. L'ordine di scuderia è chiaro: moltiplicare in numero le poltrone per fornire stipendi ed occasione di “redditi extra”; non importa se aumenteranno esponenzialmente i costi a nostro carico.