“Sanità, la nuova emergenza ora è sulle reperibilità”

L’allarme dei comitati che oggi si riuniscono di nuovo dopo la manifestazione del 7 ottobre: “Finora solo parole, i problemi sono sempre gli stessi”. Domani in programma una nuova conferenza dei sindaci con la direzione aziendale

l'assemblea di viale manzoni

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Un'immagine della manifestazione di ottobre

Sembrava che la manifestazione contro lo smantellamento dell’ospedale di Portoferraio del 7 ottobre scorso avesse dettato le linee future per chi amministra la gestione della sanità sul territorio dell’Isola d’Elba. Allora furono oltre 5mila persone a gridare “basta” allo smantellamento dei servizi e dell’intero ospedale di Portoferraio. Oggi, dopo riunioni, conferenze dei sindaci, incontri istituzionali e revisioni di strategie annunciate ma finora mai messe in atto, i comitati che furono i promotori della grande manifestazione si riuniscono nuovamente, pronti a far sentire ancora la loro voce: l'assemblea è alle 15 in viale Manzoni (sala della Provincia).

“I risultati dopo quella manifestazione ci sono stati di sicuro – ci ha detto Manola Balderi – soprattutto in termini di attenzione. Abbiamo ottenuto delle promesse, forse anche delle garanzie, ma non sappiamo ancora in che misura queste promesse e queste garanzie si realizzeranno. Intanto abbiamo bisogno che si faccia un vero punto della situazione, e questo lo devono fare i nostri sindaci, visto che sono loro a dover garantire il nostro diritto alla salute. Noi crediamo che si sia parlato tanto, ma che in realtà non ci siano ancora io fatti che ci aspettavamo. Vivere su un territorio insulare, dove l’ospedale di Portoferraio è l’unico presidio ospedaliero, e non sapere se la notte in caso di emergenza/urgenza si possa essere assistiti adeguatamente, credo che al giorno d’oggi non sia ammissibile, soprattutto in una regione come la Toscana che è universalmente riconosciuta all’avanguardia della sanità nazionale”.

E’ questa la linea scelta dai comitati per far salire nuovamente il livello dell’attenzione sulle problematiche della sanità elbana: se Toscana vuol dire eccellenza a livello di prestazione di servizi sanitari alla popolazione residente, perché Elba oggi non ha lo stesso significato? Forse l’Elba non è Toscana? Una provocazione diretta ai vertici sanitari regionali e allo stesso Governatore Enrico Rossi, con dei rilievi anche piuttosto circostanziati che potrebbero essere discussi già nella prossima conferenza dei sindaci, prevista per mercoledì 1 febbraio . “Ad esempio – fa infatti notare la dottoressa Maria Luisa Chiappa, che fa parte anch’essa del Comitato Elba Sanità – noi stiamo assistendo giorno dopo giorno a uno smantellamento progressivo dei servizi dell’ospedale, e questo non è accettabile. Se prendiamo i servizi di laboratorio o di radiologia, che sono dei servizi basilari, non possiamo pensare (come invece sembra sia accadendo, ndr) che a livello di direzione aziendale si pensi a una sospensione delle reperibilità. Ricordiamoci che quando, giorno dopo giorno, togliamo dei servizi, veniamo a perdere dei contenuti di professionalità che non so come potranno essere recuperati. Un altro aspetto importante – aggiunge la dottoressa Chiappa – è cercare di capire perché certi bandi di concorso per ricoprire figure professionali all’interno del nostro ospedale vadano deserti”.

Il caso specifico è quello del bando per il nuovo primario di ortopedia: “Il medico che accetterà l’incarico dovrà dividersi fra Piombino ed Elba, e questo potrebbe anche andare bene. Ma quando si legge della reperibilità h24 prevista solo nel periodo fra il 1 giugno e il 15 settembre, questo significa che per il restante periodo dell’anno tutto quello che sarà urgenza finirà per gravare sul pronto soccorso. Questo non può essere accettato in un posto che si trova in Toscana. Noi sappiamo che la nostra Regione – conclude la dottoressa Chiappa – ha un altissimo livello di prestazioni a livello sanitario. Ci domandiamo allora come mai proprio qui all’Elba, con le caratteristiche di insularità, con una popolazione di 30mila abitanti che diventano di media oltre 200mila in estate, non si possano avere dei servizi adeguati agli standard delle altre località della nostra Regione”.
 

Indietro martedì 31 gennaio 2012- 2.37 © Riproduzione riservata

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