La Cisl Funzione pubblica ancora una volta segnala, tra l’altro la situazione della medicina di Portoferraio, ormai giunta a limiti organizzativi estremi. Nonostante l’impegno dei lavoratori e del capo sala, spesso si registra l’impossibilità di erogare un’assistenza adeguata a causa della mancanza cronica e continuativa di personale.
Spesso capita che un infermiere si trovi da solo a seguire 23 degenti da una parte e uno da solo a seguire i nove posti monitorizzati dall’altra parte del Reparto di medicina (se il paziente è monitorizzato si presume che il suo stato di salute sia abbastanza precario). Sia da una che dall’altra parte si trovano a lavorare operatori socio sanitari che, dato il loro profilo professionale, possono solo in parte essere di aiuto nelle prestazioni infermieristiche. Spesso vengono utilizzati dall’Ufficio infermieristico ospedaliero per coprire i “buchi” rimasti vuoti per ferie, non procrastinabili per legge, o per le malattie degli infermieri, esponendoli a rischi professionali, anche legali, di mansioni improprie.
La continua sollecitazione del sindacato per affrontare, in modo condiviso e ragionato, questo problema, ad oggi non ha portato a seri confronti sul tema, anche alla luce di ciò che si profila attendere la sanità toscana con i nuovi tagli annunciati dagli ultimi governi.
Si continua a navigare a vista. Si elaborano spostamenti di volta in volta da altre unità operative (vedi dialisi), in modo poco programmatorio e molto sui generis o si aspetta la chiusura di altre realtà per recuperare personale.
I Cittadini hanno purtroppo già sperimentato le conseguenze di questa penuria di personale, solidarizzando con il personale che si fa in quattro per sopperire alle carenze, rilevando però la continua presenza nel tempo di situazioni di poca sicurezza e assistenza per i propri congiunti.. Questo situazioni di carenza di personale a volte si somma alle carenze presenti in altri reparti del presidio ospedaliero: per esempio la mancanza di un radiologo reperibile il sabato, la notte e la domenica, che parrebbe imporre lo spostamento di ecografie ad altri momenti o, in casi urgenti, all’uso dell’elicottero per far eseguire l’ecografia sul continente. Oppure le difficoltà che nasceranno quando, a breve, per il centro trasfusionale e il laboratorio ci sarà solo il tecnico in contemporanea sui due servizi. Per tutto questo si sollecita l’Azienda ad aprire tavoli di confronto e la Politica a partire dalla Conferenza dei Sindaci ad assumersi le responsabilità che i cittadini hanno loro affidato, onde evitare che i singoli utenti si trovino poi costretti dal “frutto di riorganizzazioni e ottimizzazioni” a rivolgersi nelle sedi giudiziarie per far valere i propri diritti.
La Cisl Fp è, sarà sempre favorevole al confronto e alla discussione. Ci auguriamo un cambio di marcia e di trovare dall’altra parte del tavolo la Direzione Aziendale della Asl 6 che abbia voglia di un proficuo confronto. Tutto per garantire i cittadini e i lavoratori nel miglior modo possibile. Nulla di più.