A medicina siamo già al limite: un infermiere segue 23 degenti

di Francesco Redini (segreteria provinciale Cisl Fp)

il sindacato

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La Cisl Funzione pubblica ancora una volta segnala, tra l’altro la situazione della medicina di Portoferraio, ormai giunta a limiti organizzativi estremi. Nonostante l’impegno dei lavoratori e del capo sala, spesso si registra l’impossibilità di erogare un’assistenza adeguata a causa della mancanza  cronica e  continuativa di personale.

Spesso capita che un infermiere si trovi da solo a seguire 23 degenti da una parte e uno da solo a seguire i nove posti monitorizzati dall’altra parte del Reparto di medicina (se il paziente è monitorizzato si presume che il suo stato di salute sia abbastanza precario). Sia da una  che dall’altra parte  si trovano a lavorare  operatori socio sanitari che, dato il loro profilo professionale, possono solo in parte essere di aiuto nelle prestazioni infermieristiche. Spesso vengono utilizzati dall’Ufficio infermieristico ospedaliero per coprire i “buchi” rimasti  vuoti per  ferie, non procrastinabili per legge, o per le  malattie degli infermieri, esponendoli a rischi  professionali, anche legali, di mansioni improprie.

La continua sollecitazione del sindacato per affrontare, in modo condiviso e ragionato, questo problema,  ad oggi non ha portato a seri confronti sul tema, anche alla luce di ciò che si profila attendere la sanità toscana con i nuovi tagli annunciati dagli ultimi governi.
Si continua a navigare a vista.  Si elaborano spostamenti di volta in volta da altre unità operative (vedi dialisi), in modo poco programmatorio e molto sui generis o si aspetta la chiusura di altre realtà per recuperare  personale.
I Cittadini  hanno purtroppo già sperimentato le conseguenze di questa penuria di personale, solidarizzando con il personale che si fa in quattro per sopperire alle carenze,  rilevando però la continua presenza nel tempo di  situazioni di poca sicurezza e assistenza per i propri congiunti.. Questo  situazioni di carenza di personale a volte si somma alle carenze presenti in altri reparti del presidio ospedaliero: per esempio la mancanza di un radiologo reperibile il sabato, la notte e la domenica, che parrebbe  imporre  lo spostamento di ecografie ad altri momenti o, in casi urgenti, all’uso dell’elicottero per far eseguire l’ecografia sul continente. Oppure le difficoltà che nasceranno quando, a breve,  per il centro trasfusionale e il laboratorio ci sarà solo il tecnico in contemporanea sui due servizi. Per tutto questo si sollecita l’Azienda ad aprire  tavoli di confronto e  la Politica a partire dalla Conferenza dei Sindaci  ad assumersi le responsabilità che i cittadini  hanno loro  affidato,  onde  evitare che i singoli utenti  si trovino  poi  costretti  dal “frutto di riorganizzazioni e ottimizzazioni” a rivolgersi nelle sedi giudiziarie per far valere i propri diritti.

La Cisl Fp è, sarà  sempre favorevole al confronto e alla discussione. Ci auguriamo  un cambio di marcia e di trovare dall’altra parte del tavolo la Direzione Aziendale della Asl 6 che abbia voglia di un proficuo confronto. Tutto per garantire i cittadini e i lavoratori nel miglior modo possibile. Nulla di più.

Indietro martedì 31 gennaio 2012- 3.08 © Riproduzione riservata

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