La Cisl da tempo interviene sulla sanità dell'Elba, e oggi torna a lanciare un allarme particolare, quello sul ridimensionamento in atto della dialisi. "A maggio - avverte il sindacato - non ci sarà posto per i turisti". "Se l’Azienda procederà unilateralmente su questa strada - avverte il sindacato - la Cisl Funzione pubblica saprà da che parte stare: starà a fianco della popolazione e dei lavoratori e li tutelerà con tutti gli strumenti che ha a sua disposizione".
Il documento integrale: "La Cisl Funzione Pubblica della Provincia di Livorno torna a denunciare l’attacco alla sanità elbana e ai lavoratori. Disattendendo gli accordi sulla riorganizzazione, la Asl 6 continua a procedere unilateralmente con il ridimensionamento della dialisi. Nonostante le smentite del direttore dottor Bianchi, sulla stampa, l’ufficio infermieristico del presidio ospedaliero di Portoferraio continua la riduzione di infermieri alla dialisi, con l’obbiettivo di istituire un solo turno di dialisi al giorno (mattina o pomeriggio). Così mentre in tutta l’Azienda si procede da tempo ad un ampliamento dell’orario di apertura dei servizi, all’Elba invece i dializzati dovranno organizzare le loro già difficile vita sui bisogni dell’Azienda e non viceversa. Inoltre, vista la riduzione di personale, se un infermiere si ammalerà, con la dotazione che stanno approntando, aumenterà il rapporto utente-infermiere, e gli infermieri rimasti dovranno disattendere le linee guida sanitarie che prevedono un operatore ogni tre utenti, mettendo a rischio la sicurezza degli utenti e di sé stessi, non potendo seguire, per legge e per buon senso, più di tre macchine alla volta.
Ma non è tutto: c’è bisogno di infermieri per gli altri reparti: l’ufficio infermieristico sta disponendo che gli infermieri della dialisi al bisogno potranno andare a lavorare in altri reparti per tutto il tempo necessario a coprire i “buchi “ di personale. Siamo sicuri che quell’operatore dopo svariato tempo che non sta sulle macchine della dialisi abbia ancora la manualità necessaria e la esperienza giusta? Può garantire una assistenza sicura e di qualità andando a lavorare un giorno qui e uno là, lasciando il lavoro per cui è stato formato e specializzato? Noi riteniamo di no. Ma ancora una volta alla Asl 6 e ai suoi dirigenti medici e infermieristici sembra interessare non la salute degli elbani, non la sicurezza dei lavoratori che operano all’Elba, ma solo l’ottimizzazione numerica delle risorse, buttando al vento esperienza e professionalità, considerando utenti e lavoratori dei numeri da infilare nelle caselle quotidiane dei turni.
Con la dotazione organica di otto infermieri e lavorando su due turni, mattina e pomeriggio, estate e inverno è stato garantito finora un servizio all’altezza delle esigenze dei residenti e dei tanti turisti che hanno trovato professionisti qualificati e motivati. Con questa strana operazione si rischia che si arriverà a maggio e non ci saranno posti per i turisti, perché le postazioni di dialisi concentrati in mezza giornata saranno già occupate tutte dai residenti. Allora si dovrà ricorrere a lavoro straordinario per assicurare le richieste, sottoponendo il personale a super lavoro, riducendo la qualità e la sicurezza dei servizi e si dovrà ricorrere a risorse economiche aggiuntive per fare un lavoro che con la precedente organizzazione si poteva fare senza spreco di denaro. Non sarà mica questo un obbiettivo nascosto dietro questa riorganizzazione assurda e pericolosa? Così per ottimizzare le risorse si spenderà molto di più.
Ma a questo dall’Elba a Livorno ci siamo purtroppo abituati. Ma non siamo ancora rassegnati. Pensiamo di poter ancora denunciare sprechi, soprusi e approssimazione a cui assistiamo quotidianamente. Certo è che se l’Azienda procederà unilateralmente su questa strada la Cisl Funzione pubblica saprà da che parte stare: starà a fianco della popolazione e dei lavoratori e li tutelerà con tutti gli strumenti che ha a sua disposizione.