Nessun piano di successione senza la sentenza Asa (Cigri). L’evolversi frettoloso della vicenda dell'Unione dei Comuni pone degli interrogativi irrimandabili sulle reali motivazioni di questa "liquidazione" che appare inarrestabile e pronta a tutto. Mi sembra in primo luogo inaccettabile che si possa chiuder bottega senza i conti che questo territorio ha diritto di veder pagati dall'Asa, ex Cigri, gestore unico del settore idrico succeduto nelle competenze della vecchia Comunità Montana. Ma all'appello mancano non solo le cifre ma lo stesso impegno politico di coloro che hanno ritenuto l'Unione dei Comuni la panacea di tutti i mali e che ora sono al capezzale di una gestione sconcertante nel non aver mai assunto una posizione di difesa di questo territorio nei confronti del centralismo dei servizi, troppo garantito per porsi qualsiasi problema di equidistanza.
Mi chiedo che sarà dell'importo che i giudici stabiliranno quale corrispettivo del trasferimento di impianti da anni ormai utilizzati dal gestore unico e che ne sarà delle tante imprese elbane creditrici se quelle somme andranno nel calderone di Asa a coprire anche i debiti degli altri! Sarà la Provincia a rischio di soppressione a gestire personale e risorse? Oltre il danno si prepara dunque appaiono sempre più ridicole le accuse di boicottaggio con le quali qualcuno da tempo cerca di far ricadere la responsabilità di questa situazione su chi aveva compreso rifiutando la propria adesione.
Questo patetico tentativo di confondere le acque è giunto al capolinea: non ci saranno piani di successione postumi a far calare un altro sipario sulle responsabilità politiche e giuridiche di scelte fondate sul luogo comune che questo territorio sia diviso dal campanilismo sia per ciò stesso recalcitrante ai buoni consigli. La voce del Comune di Rio Marina sarà forte e chiara perché è l'ora di finirla con le forzature giuridiche e politiche di chi pensa che questo territorio trovi in una presunta mancanza di unità un motivo di debolezza e incapacità di reazione. Prima di calare quel sipario sull'Unione dei Comuni e con essa sulla possibile gradualità di un percorso di semplificazione istituzionale sposato invece in altre zone della Toscana, occorre riaprire la discussione e impedire che il diritto a una soluzione della vicenda sia trasformato in una "concessione" per chi si redime.