Ha finto un tentativo di suicidio e poi lo ha aggredito. Un agente di polizia penitenziaria è stato ferito così, questa mattina, da un detenuto, nella casa di reclusione di Porto Azzurro. E' stato soccorso e curato, la sua prognosi è di 8 giorni.
“E’ l’ennesimo grave evento critico ai danni pel personale che resta servizio al carcere elbano” denuncia il Coordinamento nazionale di Polizia penitenziaria. Autore del gesto lo stesso recluso di origini africane che il 10 gennaio aveva mandato all’ospedale tre agenti. Questa volta a farne le spese è stato l’agente in servizio nella sezione isolamento del carcere. Il detenuto all’inizio ha opposto resistenza al momento della chiusura delle celle e poi ha sbattuto addosso all’addetto il cancello della stanza ferendolo alla mano destra. L’agente è stato immediatamente trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Portoferraio per le cure del caso e per ora la prognosi è di otto giorni. La notizia è stata comunicata dai rappresentanti sindacali Fsa Coordinamento nazionale polizia penitenziaria di Porto Azzurro. “La cosa che più fa rabbia – affermano Mazzei, Montuori, Pagliuca e Santarsiero – è che dopo il primo episodio di aggressione la nostra organizzazione sindacale aveva denunciato agli uffici superiori e al prefetto la difficile situazione del carcere di Porto Azzurro ma fino ad oggi non abbiamo avuto risposta, né il detenuto è stato trasferito in altri istituti. Ribadiscono che ormai il clima non è più sereno nel carcere che deve fare i conti con il sovraffollamento, con una capienza che supera le 420 presenze a fronte di soli 120 agenti disponibili. “Secondo noi – terminano dal Coordinamento nazionale della polizia penitenziaria – è arrivato il momento di iniziare lo stato di agitazione, in accordo con le altre sigle sindacali di tutto il personale con iniziative di protesta consentite dalla legge se non si intravedono risposte e provvedimenti in tempi brevi”.