Asa: "All'Elba mai sforati i limiti di boro e arsenico"

Il gestore del servizio idrico garantisce: "All'isola d'Elba rispettati i regimi di deroga imposti dall'Ue. E nel 2012 saranno superati dai nuovi impianti. La sentenza del Tar laziale rileva solo irregolarità burocratiche"

salute e servizio

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La sentenza del Tar del Lazio sul risarcimento agli utenti delle forniture di acqua di varie regioni italiane compresa la Toscana, per la presenza di boro e arsenico nelle falde, continua a far discutere. In molti si domandano quale sia la reale situazione a livello di inquinamento anche nel nostro territorio. Asa, l’azienda che gestisce il servizio idrico, aveva fornito le proprie rassicurazioni sottolineando come l’acqua erogata nelle condutture dei suoi territori di competenza rientrasse nei parametri imposti dall’Ue, anche per quanto riguarda i regimi in deroga. Ma cos’è la deroga? Lo strumento della deroga consente di gestire una situazione di superamento di valori di determinati parametri riferiti per lo più alla presenza nelle acque di elementi minerali di origine geologica; nel contempo, la concessione della deroga è subordinata alla prescrizione delle misure necessarie a ripristinare la qualità dell’acqua nel tempo, in un regime di costante sorveglianza. Su queste basi la stessa direttiva prevede espressamente che gli Stati membri possano stabilire deroghe ai valori di parametro, purché questa non rappresenti un rischio per la salute pubblica, la deroga inoltre deve avere durata più breve possibile e deve essere concessa dallo Stato membro al massimo per due successivi trienni; è anche prevista la possibilità di rinnovarla per un ulteriore periodo di tre anni, previo parere favorevole della Commissione Europea. Detto questo Asa spiega che attualmente all’Elba i comuni vincolati dai regimi di deroga per l’arsenico sono Rio Marina, Rio Elba, Porto Azzurro, Capoliveri, Campo nell’Elba, Marciana e Marciana Marina. Portoferraio non è più vincolato dal regime di deroga per l’arsenico dal 2011. Lo è però per il boro, insieme a Rio Marina, Rio Elba, Porto Azzurro, Capoliveri, Campo, Marciana e Marciana Marina. Praticamente tutti i comuni. “Ma – dicono da Asa – tali deroghe sono destinate ad essere superate entro il 31 dicembre 2012 con la messa in funzione degli impianti di abbattimento. “Per quanto attiene alla sentenza del Tar Lazio – sottolinea ancora Asa –, nonostante sia stato riconosciuto il risarcimento nei confronti di tutti i livelli istituzionali, il rischio effettivo per il superamento delle condizioni di sicurezza indicate dall’Unione Europea è praticamente inconsistente. Piuttosto – dice ancora Asa – siamo di fronte a una irregolarità burocratica dovuto a un ritardo di 73 giorni nell’avvio delle pratiche dell’Unione Europea da parte del Ministero dell’Ambiente e della Salute. "Ciò nonostante – conclude Asa - nel territorio gestito dall’azienda non si è mai verificato, neppure per un brevissimo arco di tempo, il mancato rispetto delle direttive della Ue".

 

Indietro venerdì 27 gennaio 2012- 1.17 © Riproduzione riservata

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