Cari consiglieri regionali dell'Udc, a parte il fatto che col 31 gennaio cessa il mio incarico e io consegnerò il cosiddetto "piano di successione " ai sensi della legge regionale 68/2011 per l'estinzione dell'Unione di Comuni dell'Arcipelago toscano, non posso far altro che ricordarvi la risposta che ho dato all'ispiratore della vostra interrogazione, l'onorevole Bosi: “Prima di parlare di incompatibilità, guardatevi in casa …….".
Questo a parte, la mia nomina caso mai dovrebbe farvi pensare come sarebbe veramente utile e necessario, visto appunto il fallimento dell'Unione: l'istituzione di un solo Comune all'isola dElba, che con i suoi sette comuni su otto sotto i 5.000 abitanti sarà comunque costretta a fare gestioni associate. Preciso, costretta, non come nel caso nostro, invece a scegliere con un referendum riservato agli elbani e solo agli elbani se continuare con otto comuni, anche con gestioni associate a macchia di leopardo con le solite confusioni e contrasti che hanno portato appunto allo scioglimento di questa Unione, oppure avere un'unica cabina di regia.
Per il resto, non preoccupatevi dell'eventuale confusione di ruoli o di un disegno artificioso della Regione Toscana: mi dicevano a Pisa, dove ho operato per tanto tempo come all'Elba da segretario comunale, che "se era un bell'incarico non te lo davano a te", e infatti sono stato nominato commissario solo dopo due commissari prefettizi e un terzo commissario regionale che ha rinunciato. Predisporre quindi il "piano", praticamente in due mesi con tutti i problemi dell'Unione, non è stata un'impresa semplice e tale da essere condizionata da altre attività, peraltro legittimamente svolte nell’ambito delle garanzie costituzionali per l’espressione del libero pensiero e per di più conferite dalle associazioni di categoria elbane già dal gennaio 2011.