Mancano insegnanti di sostegno, esposto alla procura

L'associazione "Incontriamoci in Diversi San Giuseppe Onlus" scrive al magistrato: “Minori disabili privati del diritto all’istruzione, verificate se c’è ipotesi di reato”. Sono 30 i bambini che ancora non hanno potuto iniziare a frequentare per la mancanza di educatori. L'appello alle loro famiglie

tagli alla scuola

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Un esposto alla procura della Repubblica di Livorno per verificare se la riduzione del numero di insegnanti di sostegno assegnati all’Isola d’Elba sia stata legittima, o se invece vi si possa ravvisare una ipotesi di reato di omissione di atti d’ufficio o comunque di qualsiasi altra specie.

L’iniziativa è dell'associazione Incontriamoci in Diversi-San Giuseppe Onlus, che interviene a difesa delle famiglie elbane che sono state colpite dalle conseguenze dei tagli indiscriminati al personale docente e non. “E’ dal 2004 che combattiamo con situazioni di questo genere – dice Massimo Forti, presidente dell’associazione – e spesso, grazie anche a ricorsi all’autorità giudiziaria, la situazione è tornata alla normalità. Per il nuovo anno scolastico invece – continua Forti – la situazione sembra essere precipitata, e a nulla è valsa una richiesta di revisione delle cattedre assegnate agli istituti elbani, per cercare di garantire una maggiore copertura delle ore scolastiche al fine di poter realizzare i cosiddetti Pei, i piani educativi individualizzati”.

“Con questi tagli a nostro avviso arbitrari e illegittimi – aggiunge il presidente di Incontriamoci in Diversi – si impedisce agli alunni portatori di handicap di raggiungere le loro potenzialità”. Grave, a detta di Massimo Forti, anche la situazione degli educatori, figure di supporto affiancate alle cattedre di sostegno e messe a disposizione dai Comuni: “Ad oggi, con la scuola cominciata da tre settimane – dice Forti – le convenzioni con le cooperative di servizi che forniscono gli educatori sono state tutte rinnovate, ad eccezione di quelle che riguardano il Comune di Portoferraio. Circa 30 bambini ad oggi ne sono privi, e ci sono famiglie che ancora non hanno ancora potuto mandare a scuola i loro bambini portatori di handicap”.

L’ultimo messaggio di Forti è proprio per queste famiglie: “Sappiamo che qualcuno di loro ha già fatto ricorso a livello individuale – conclude il presidente dell’associazione Incontriamoci in Diversi – invitiamo queste famiglie a contattarci per avere da noi un supporto legale e, se possibile, anche economico”.

Indietro sabato 1 ottobre 2011 @ 23:26 © Riproduzione riservata

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