S.GIOVANNI, GIARDINI INTITOLATI A AMEDEO GIULIANETTI

NATO A PORTOFERRAIO NEL 1869, ESPLORO' LA GUINEA E L'ISOLA DI PAPUA

Amedeo Giulianetti
Domenica alle 18.30 nei giardini di San Giovanni a Portoferraio sarà deposta una targa in onore di Amedeo Giulianetti. La proposta di intitolare i giardini a Amedeo Giulianetti è partita dalla famiglia Giulianetti perchè molte delle vie di San Giovanni sono intitolate a personaggi elbani illustri.

Amedeo Giulianetti è uno di loro, un elbano nato a Portoferraio nel 1869, che ha frequentato il Museo di Scienze Naturali di Firenze come apprendista e dove studiò con passione biologia e anatomia animale. La grande abilità nell’arte di preparare gli animali da conservare e la notevole capacità di osservazione lo fecero scegliere tra diversi giovani aspiranti esploratori, dalla Società Geografica Italiana, per una lunga spedizione nella Nuova Guinea, al compimento della quale furono portate in Italia numerose spoglie organiche di animali e piante che andarono ad arricchire diversi musei italiani, specialmente quello civico di Genova. Il Comune di Portoferraio ha accettato con entusiasmo la proposta della famiglia ed ha scelto di intitolare i giardini di San Giovanni al noto esploratore e naturalista.

Amedeo Giulianetti, l’avventura di un esploratore-naturalista elbano di fine ‘800.

Nato a Portoferraio nel 1869, figlio di un marinaio, ne avrebbe dovuto seguire le orme se, a soli quindici anni, con l’aiuto della marchesa Vittoria Altoviti Avila Toscanelli, donna colta e mecenate di artisti e letterati, non fosse stato accolto come apprendista a Firenze presso il Museo di Scienze Naturali, diretto dal Professor Hillyer Giglioli.

Giulianetti rimase a lavorare alla Specola per tre anni – dal 1884 al 1887 – durante i quali si applicò appassionatamente allo studio della biologia e dell’anatomia animale perfezionandosi particolarmente nella tecnica della tassidermia.
Questa tecnica stava diventando una vera e propria arte poiché, proprio in quel periodo, per l’imbottitura degli animali da conservare, era stato abbandonato l’uso della paglia, sostituita con manichini di legno, cartapesta o di altro materiale sostenuto da fili di ferro. Si trattava di vere e proprie sculture sulle quali veniva cucita la pelle, trattata con speciali miscele di sostanze ancora oggi in gran parte misteriose.

La grande abilità nell’arte di preparare gli animali da conservare e la notevole capacità di osservazione lo fecero scegliere tra diversi giovani aspiranti esploratori, dalla Società Geografica Italiana, per una lunga spedizione nella Nuova Guinea, al compimento della quale furono portate in Italia numerose spoglie organiche di animali e piante che andarono ad arricchire diversi musei italiani, specialmente quello civico di Genova.

Nel maggio del 1895 Giulianetti tornò a trovare la famiglia a Portoferraio e dopo alcuni mesi di permanenza, nei primi giorni di febbraio del 1896, lasciò nuovamente l’Italia per tornare nell’isola di Papua, ingaggiato per un viaggio esplorativo al servizio del Governo della Nuova Guinea Britannica, guidato da Sir William Mac Gregor.

Il prezioso contributo scientifico del Giulianetti e la sua profonda conoscenza del linguaggio e delle abitudini di vita delle tribù indigene furono talmente apprezzate dal Governatore Mac Gregor che, al ritorno dal viaggio, decise di affidargli, insieme ad una nuova sospirata missione scientifica, anche un mandato politico-amministrativo da espletare nella parte più interna dell’isola di Papua.

Dopo un breve periodo in cui in Italia non si reperiscono notizie su di lui, il 24 marzo 1902, una lettera del professor Enrico Hillyer Giglioli comunica la terribile notizia della morte di Amedeo per mano di un indigeno.

A soli 33 anni si erano spenti i progetti e le speranze di Amedeo Giulianetti, che la sete di conoscenza e la curiosità di vivere avevano spinto a scoprire un vero e proprio paradiso agli antipodi della sua terra d’origine, in quei luoghi impervi e straordinari situati nel cuore della Nuova Guinea che, ancora oggi, custodiscono la sua tomba.

Indietro sabato 25 luglio 2009 @ 00:25 © Riproduzione riservata

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