"OASI DEGLI DEI", LE STATUE POSATE IN FONDO AL MARE

DA QUALCHE GIORNO LE SCULTURE REALIZZATE DA UN GRUPPO INTERNAZIONALE DI SCULTORI SI TROVANO SUL FONDALE DI PUNTA POLVERAIA A PATRESI. VERDURA: "IL PROGETTO AMBIZIOSO DI UN MUSEO"

Sono giunte finalmente a destinazione le dieci statue in marmo bianco di Carrara realizzate da artisti provenienti da Francia, Germania, Ecuador, che fanno parte dell’"Oasi degli dei",il primo museo subacqueo del Mediterraneo. Sul fondale di Patresi, di fronte a Punta Polveraia a Marciana - nel versante ovest dell'isola– è stato depositato nei giorni scorsi un vero e proprio giardino sommerso, che provvisoriamente, per colpa del maltempo, era stato inizialmente ricreato nel porto di Marciana Marina.

Il museo è nato grazie a un'idea del sommozzatore professionista Giorgio Verdura, che ci ha raccontato dove sono state posizionate le statue: ”Esattamente dove avevamo pensato – ci ha detto Verdura – e dove dovevano essere dallo scorso 5 ottobre. Sono su un fondale di 12 metri, libero da posidonie e quindi visibilissime; abbiamo cercato di posizionarle in maniera più conforme possibile a quello che è l’habitat marino. Su questo abbiamo ancora intenzione di lavorare nei prossimi 2 anni, dedicando degli spazi a degli studi scientifici basati sull’habitat e sulle biodiversità. Sarebbe nostra intenzione portare a fine un progetto ben più ambizioso, che è quello di collaborare con degli studiosi, facendo sì che questi percorsi subacquei siano accessibili a tutte quelle persone che riescono ad immergersi, compresi i diversamente abili. L’obiettivo è creare nel corso del tempo un museo marino, un acquario in mezzo al mare, un qualcosa da tutelare e preservare in questo piccolo ma stupendo spazio davanti a Capraia e al mare di Corsica”.

L’Oasi degli dei, dunque, da oggi fa parte del patrimonio dei fondali dell’Isola d’Elba a disposizione di tutti gli appassionati di subacquea. “E’ possibile vederla anche semplicemente facendo snorkeling – ha detto ancora Verdura – ed è accessibile ai sub dotati dei brevetti più semplici. Ne cureremo personalmente la conservazione -ha concluso l’ideatore del progetto – immergendoci due volte all’anno per ripulire le statue ed i percorsi dall’inevitabile usura dovuta alla permanenza subacquea”.

Indietro lunedì 3 novembre 2008 @ 23:37 © Riproduzione riservata