Pierluigi Cantarelli
Si chiama “Confini di seta” ed è un romanzo interamente ambientato all’Elba. A scriverlo un parmense, Pierluigi Cantarelli, avvocato, già direttore editoriale della rivista Mediterraneo, conoscitore e amante dell’isola e della sua natura. “E’ stata una scelta dettata dall’amore per questa isola, che ho fin da piccolo – spiega Cantarelli – io ci venivo fin da quando ero in fasce con i miei genitori, poi mi sono affezionato e continuo a venirci tutti gli anni, più spesso che posso, perché mi sento a casa mia, semplicemente per questo. Ed ho trovato la location giusta proprio per il mio romanzo, descrivendo questi posti magnifici. E credo che chi ama l’Elba - continua - possa trovare molto in questo libro”. Cantarelli fa un lavoro distante da quello dello scrittore ma ad un certo punto ha deciso di seguire la sua passione. “Si arriva ad un punto che si lavora e basta, si diventa delle macchine - spiega – non si gode più della vita. Ed io, per fortuna, ad un certo momento me ne sono accorto. E mi sono fermato. Ho lasciato andare la carriera, e mi sono dedicato a cose che mi piacciono di più perchè ho la sensazione di provare emozioni adesso. Prima lavoravo e basta. Questo libro mi ha dato emozioni fortissime come il contatto con la gente, il confrontarsi, le sensazioni. Quelle cose che secondo me sono importanti per la vita, anche se ognuno poi fa le sue scelte personali”. Il luogo di ispirazione di Cantarelli è proprio l’Elba. “Nasce proprio da alcune situazioni che ho vissuto all’Elba - continua – ai bagni Tropical di Marina di Campo. Poi l’ho scritto a Parma, in due mesi. Scrivevo e non mi fermavo neanche a mettere le virgole. Il problema è stato dopo, a rimettere tutta la punteggiatura giusta. Due mesi a scriverlo. Sei o sette a correggerlo. Comunque alla fine l’ho mandato alle case editrici. Quattordici richieste di pubblicazione ed avevo già avuto il parere di una esperta docente che presenta i primi Nobel per la letteratura quindi ero sicuro che il libro, che possa piacere o meno il racconto, fosse di livello”. Nel frattempo lo scrittore ha già finito un altro libro. “Ora si passa alla fase della correzione - termina - che è il problema più grosso per me perchè io mi diverto ad inventare. Di notte dormo poco. Mi viene facile inventare e scrivere storie”